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Cir, nove mesi in utile e liquidità a 542 milioni

Primi nove mesi in utile per il gruppo Cir, che ha registrato nel periodo un risultato netto positivo pari a 10,7 milioni contro una perdita di dieci milioni nel corrispondente periodo del 2012. Per quanto riguarda la controllante Cofide, i primi nove mesi si sono chiusi con un utile netto consolidato di 7,1 milioni contro una perdita di 10,1 milioni nel corrispondente periodo del 2012.
Tornando a Cir, il gruppo — attivo nei settori dell’energia (Sorgenia), media (con il gruppo Espresso), componenti auto (Sogefi), sanità (Kos) e investimenti non-core — ha registrato nel periodo significativi risultati di natura non ricorrente: da un lato infatti c’è il cosiddetto “lodo Mondadori”, con la Corte di Cassazione che ha condannato in via definitiva la controparte Fininvest al risarcimento a favore della Cir di 491,3 milioni, rilevato contabilmente a conto economico per un importo pari a 319,3 milioni (al netto di spese legali e imposte). Dall’altro versante c’è l’effetto negativo delle componenti straordinarie di Sorgenia per 287,2 milioni al netto dei terzi: la controllata, in linea con quanto già avvenuto nel primo semestre, ha proceduto infatti ad un riaggiustamento degli attivi per adeguarli al mutato scenario del mercato dell’energia nonché al nuovo business plan, in preparazione. Escludendo tali effetti, il risultatonetto consolidato sarebbe stato negativo per 16,2 milioni.
Sintetizzando l’andamento delle varie componenti del gruppo, Sogefi e Kos registrano un risultato in leggero miglioramento, Espresso riporta un decremento dell’utile pur mantenendo un risultato positivo nonostante la grave crisi dell’editoria, mentre per Sorgenia «i risultati restano critici e incorporano importanti svalutazioni », come si legge in una nota del gruppo.
I ricavi del gruppo, pari a 3,55 miliardi, hanno segnato un lieve calo (-2,1%) rispetto allo stesso periodo 2012 mentre l’ebitda prima delle componenti non ricorrenti ha registrato una leggera crescita rispetto al 2012, a 262,6 milioni (+3,8%). L’effetto del giudizio definitivo sul Lodo Mondadori ha portato la capogruppo ad avere una posizione finanziaria netta positiva pari a 542,1 milioni al 30 settembre (33,2 milioni a fine dicembre). La società allo stato «nonprevede significativi impieghi della propria liquidità nel breve periodo — si legge in una nota del gruppo — eventuali futuri utilizzi delle risorse a disposizione saranno valutati nell’interesse dello sviluppo del gruppo e di tutti gli azionisti di Cir». L’indebitamento finanziario netto consolidato a fine settembre ammontava a 1.830,8 milioni rispetto ai 2.504,4 milioni del 31/12/2012). Tenendo conto degli esborsi stimati in 180 milioni nei prossimi 12 mesi per imposte e spese legali legati al risarcimento sul Lodo Mondadori, l’indebitamento finanziario netto sarebbe di circa 2 miliardi. Il patrimonio netto di gruppo al 30 settembre scorso era pari a 1.387,6 milioni (1.363,3 al 31 dicembre).
Per quanto riguarda l’andamento del gruppo nell’ultima parte del 2013, la Cir sottolinea che questo sarà influenzato dall’evoluzione del contesto macro e in particolare dall’andamento dell’economia italiana, caratterizzata da una perdurante recessione. Il gruppo comunque continuerà nelle «azioni di efficienza gestionale, senza rinunciare tuttavia alle iniziative di sviluppo delle attività ».
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