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Cir, fatturato in crescita del 9,1% e chiude il semestre in utile

MILANO — Risultati a due velocità per il gruppo Cir, che ha chiuso il primo semestre con ricavi in aumento e margini in discesa. Tra gennaio e giugno le vendite del gruppo guidato da Rodolfo De Benedetti sono aumentate del 9,1% a 2,4 miliardi, mentre il margine operativo lordo è scivolato a 175,8 milioni (-22,3%), e il risultato operativo è sceso a 55,6 milioni (da 128,6 milioni dello stesso periodo 2011). La minore redditività di Sorgenia, che tra le varie attività del gruppo è quella che più ha risentito della congiuntura, ha pesato sull’ultima riga del bilancio. L’utility è stata infatti l’unica attività di Cir a terminare il semestre in rosso, e così i 54,1 milioni di perdita di Sorgenia hanno prosciugato i profitti della holding che comunque ha registrato 0,7 milioni di utile (dai 19,4 milioni dello stesso periodo 2011). Merito dei risultati in aumento di Sogefi, della tenuta del gruppo L’Espresso, dei buoni conti di Kos, nonché di alcuni proventi straordinari, come quelli legati al private equity (4,2 milioni di profitti nel semestre).
«L’attuale congiuntura non sembra destinata a essere breve e quindi anche i prossimi trimestri saranno molto impegnativi. — ha commentato Rodolfo De Benedetti — tuttavia, sono fiducioso sul fatto che il gruppo riuscirà a fare fronte a questa situazione nel modo più efficace possibile e in tutti i settori di attività — dall’energia ai media, dall’automotive alla sanità — tenendo fede, come sempre, agli obiettivi di creazione di valore nel mediolungo periodo». E proprio per far fronte a una congiuntura economica che anche per i prossimi mesi si preannuncia in salita, Cir ha messo a punto tutta una serie di manovre per contenere i costi delle varie controllate, con un occhio di riguardo per la situazione di Sorgenia. L’utility si appresta a ridurre i costi di gestione, a rinegoziare il contratto di fornitura di gas e non esclude la possibile cessione di alcune attività non strategiche; tutte azioni che dovrebbero generare i primi benefici economici sul consolidato di Cir a partire dal secondo semestre 2013. A livello patrimoniale a fine giugno l’indebitamento netto del gruppo era salito a 2,5 miliardi (dai 2,3 miliardi di fine 2011) mentre il patrimonio netto consolidato era sceso a 2,42 miliardi (dai 2,47 milioni di fine anno) per l’effetto del pagamento dei dividendi. In crescita invece l’eccedenza finanziaria netta aggregata di Cir che a livello di holding a giugno aveva 25,6 milioni (dai 10,8 milioni di fine anno).
Passando ai risultati della controllante, Cofide ha accusato il calo della redditività registrato dalla holding industriale, terminando il semestre con i conti in rosso. Tra gennaio e giungo i ricavi di Cofide sono saliti a livello consolidato a 2,4 miliardi (+9,1%), il Mol è sceso a 170,8 milioni (-23,4%) e il risultato netto è stato negativo per 3,3 milioni (dagli 8,9 milioni di utile dello stesso periodo 2011). La capogruppo Cofide spa ha invece chiuso il semestre con un utile netto di 7 milioni seppur in calo rispetto agli 8,8 milioni dello stesso periodo 2011. A fine giugno l’indebitamento finanziario netto consolidato di Cofide era salito a 2,57 miliardi (dai 2,46 miliardi dello scorso marzo).

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