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Cir, Carlo De Benedetti trasferisce ai tre figli il controllo della holding

MILANO — Cambia la governance del gruppo Cir e Carlo De Benedetti consegna ai figli il controllo della holding, completando il percorso di successione iniziato nel 2009. Nelle prossime settimane l’Ingegnere trasferirà gratuitamente il controllo della holding industriale a Edoardo, Marco e Rodolfo, che si divideranno in parti uguali l’80% circa che il padre detiene nell’accomandita di famiglia. Questa controlla il 51,92% di Cofide, proprietaria del 48,5% di Cir. Rodolfo De Benedetti, presidente esecutivo di Cir, proporrà, in accordo con la famiglia, di nominare amministratore delegato di Cir Monica Mondardini, che manterrà anche il ruolo di ad del Gruppo Espresso.
Il passaggio generazionale è uno dei pochi che si materializzano in forme pacifiche nel-l’Italia delle imprese. Carlo De Benedetti resterà presidente del Gruppo Espresso, oltre che presidente onorario e consigliere di Cir e Cofide. Il figlio Rodolfo, finora ad di Cir, con l’assemblea di bilancio in agenda la prossima primavera, diventerà presidente esecutivo delle holding (oltre a Cir, anche Cofide). La scelta di Monica Mondardini — ha reso noto il gruppo — ha l’obiettivo “di rafforzare ulteriormente la struttura manageriale”.
«Ringrazio mio padre, anche a nome dei miei fratelli — ha detto Rodolfo De Benedetti — per la fiducia e per l’opportunità che ha voluto concederci con grande generosità. Svolgeremo con responsabilità il nostro ruolo di azionisti, facendo tesoro dei suoi insegnamenti e della sua esperienza con l’obiettivo di proseguire e onorare una tradizione imprenditoriale iniziata quasi un secolo fa da nostro nonno e da lui significativamente consolidata 36 anni fa con la nascita di Cir».
Il manager, che è numero uno operativo della holding dal 1993, ha aggiunto: «Sono orgoglioso di assumere la carica di presidente esecutivo di Cir e di poter contare su un management eccellente, ulteriormente rafforzato dal prossimo arrivo di Monica Mondardini, con la quale lavoro da quattro anni apprezzandone le straordinarie qualità umane e professionali. Mi dedicherò con sempre maggiore impegno allo sviluppo e alla competitività delle nostre aziende nel lungo periodo, nell’interesse di tutti gli azionisti e degli oltre 14mila dipendenti del gruppo».
Tre anni e mezzo fa l’Ingegnere — che compirà 78 anni il 14 novembre — aveva fatto un primo passo in questa direzione, lasciando le cariche operative nel gruppo. Ora il percorso si completa, nel segno della continuità, e nella holding si formerà un duo di riferimento. Anche a Stefano Micossi e a Francesco Guasti, attuali presidenti rispettivamente di Cir e di Cofide, è stato chiesto di rimanere in consiglio dopo le prossime assemblee.
I consigli di amministrazione svolti ieri dalle due holding quotate servivano anche a esaminare l’andamento dei conti a fine settembre. I ricavi consolidati salgono del 10% rispetto a un anno prima, a 3,62 miliardi di euro. Il margine operativo lordo cala del 25% a 253 milioni, mentre il risultato netto è in perdita per 10 milioni. In uno scenario «di rallentamento dell’economia globale e di profonda recessione per l’Italia», la riduzione dei margini è attribuibile principalmente al minor contributo delle controllate operative, in particolare di Sorgenia, attiva nell’energia e che ha chiuso i nove mesi con perdita di 77 milioni, per il rallentamento della domanda elettrica e gli elevati costi del gas nelle centrali. Considerando le altre attività del gruppo, sempre tra gennaio e settembre, Sogefi (componentistica auto) ha guadagnato 22,4 milioni, il Gruppo Espresso ha apportato un utile netto 26 milioni, Kos (sanità) ha confermato un utile di 8 milioni, e il valore netto degli investimenti non strategici — private equity, venture capital, partecipazioni di minoranza e altri — ammontava a 62,7 milioni. L’indebitamento finanziario netto del gruppo Cir al 30 settembre ammontava a 2,59 miliardi, rispetto a 2,55 miliardi a giugno e 2,33 miliardi a fine dicembre 2011.
I numeri di Cofide a fine settembre constano di ricavi per 3,26 miliardi (+9,8%), margine operativo lordo di 246 milioni (—26,6%) e risultato netto negativo per 10 milioni.

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