Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cipolletta: «Imprese italiane attrezzate a superare la crisi»

Settore pubblico e settore privato insieme per il rilancio del paese, già debole prima che venisse colpito dalla crisi senza precedenti del Covid-19 e oggi alle prese con un calo del Pil stimato dell’8% secondo le previsioni ottimistiche del governo. Un crollo che si era visto soltanto durante la crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, oggi lo scenario è molto cambiato e in questi anni di trasformazione il comparto industriale ha rafforzato la sua vocazione all’export, il sistema bancario si è consolidato e il settore del private equity è in costante crescita con contributi importanti da parte degli operatori esteri: dal 2015 al 2019 gli investitori internazionali hanno realizzato in Italia 400 operazioni per un controvalore di 22 miliardi di euro. La sfida lanciata dagli operatori italiani di private equity riuniti online dall’Aifi su «Italian Private Capital Market» insieme agli investitori internazionali, ha messo in mostra le opportunità che il mercato italiano offre per chi le sappia cogliere, soprattutto in una fase di difficoltà.

«Le imprese italiane sono in grado di affrontare questa crisi meglio che in passato» ha confermato Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi rafforzando l’idea che se non ci sarà una seconda ondata del virus «l’economia italiana sarà in grado di recuperare quanto perso già nel 2022» anche grazie alle misure adottate dal governo a sostegno delle imprese e dei consumi delle famiglie.

Nessuno nega che al momento il settore privato stia facendo fatica a capire quale sarà lo scenario futuro, ma allo stesso tempo giocano a favore le condizioni monetarie senza precedenti, e che resteranno tali per molto tempo. A dirlo è il presidente della CDP, Giovanni Gorno Tempini che ha ricordato come le risorse «enormi e senza precedenti» implementate dalle istituzioni UE e dal governo italiano creano opportunità «non solo per il settore pubblico, ma anche per quello privato». A cominciare dal private equity che rappresenta una leva importante: «Soltanto 10 anni fa il confronto non era solo sfavorevole, ma abbastanza drammatico e la situazione era anche peggio per il venture capital – ha spiegato Gorno Tempini – in questi 10 anni sono stati fatti progressi significativi». Il presidente di CDP ha ricordato l’impegno della Cassa ad investire oltre 1 miliardo di euro in start up con cui movimentare grazie all’intervento dei capitali privati un mercato di 2,5-3 miliardi di euro nei prossimi 2-3 anni. «Siamo il più grande investitore di venture capital del Paese – ha detto Gorno Tempini – e attraverso la neocostituita Cdp Venture Capital, puntiamo a investire oltre un miliardo di euro contribuendo, insieme ad altri investitori privati, allo sviluppo di un mercato che valga almeno 2,5-3 miliardi di euro nei prossimi 2-3 anni».

Ottimisti i principali operatori internazionali del private equity sulla capacità reattiva del paese: «L’Italia ha avuto una reazione positiva a questa crisi – ha detto Filippo Penatti, managing director di Caryle Group – prova ne è che le imprese che fan parte del nostro portafoglio non hanno avuto problemi di liquidità. Siamo già tornati all’80% ai livelli pre-Covid, un segnale che la ripresa potrebbe essere vicina».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa