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Cinque anni di dominio. Ma gli aspiranti al trono scalpitano

I fan della Apple non avevano dubbi cinque anni fa, quando si misero in coda, accampati per strada come fanno oggi quelli di Justin Bieber, in attesa di comprare il primo smartphone con il logo della Mela. Per loro erano cadute nel vuoto le risate del ceo di Microsoft Steve Ballmer, che riteneva ridicolo un apparecchio molto costoso e senza una tastiera fisica.
Era il 29 giugno 2007: in tre giorni andò a ruba il primo milione di iPhone. Da allora ne sono stati venduti oltre 200 milioni, con un nuovo modello lanciato ogni anno, sempre più sottile e potente, ma sempre fedele alla visione originaria dettata da Steve Jobs: design elegante e interfaccia semplice da usare con il touch screen (schermo che risponde ai comandi delle dita); e sempre più o meno allo stesso livello di prezzo iniziale, 600 dollari.
Rivoluzione
Così Apple, partita da zero nella produzione di telefonini, è diventata il numero tre per volumi di vendita e il numero uno per profitti in questo settore, di cui ha rivoluzionato tutte le dinamiche. Chi non ha capito la sua novità o è andato in crisi come Rim (BlackBerry) e Nokia (vedere altro articolo) o addirittura è sparito come Palm (Treo). Chi l’ha capita, ha seguito le sue orme come Samsung e Htc, lanciandosi in una concorrenza che ha beneficiato al massimo i consumatori. Per i quali ora è normale ciò che era inimmaginabile nell’era pre-iPhone: avere in tasca un apparecchio piccolo ma con tutte le capacità di un computer, tanto da essere sia uno strumento di divertimento, sia un mezzo di lavoro. Ma l’innovazione dell’iPhone non è stata solo distruttiva verso i vecchi leader del mercato: ha anche sollecitato la discesa in campo di un nuovo importante protagonista, Google, che con il suo sistema operativo aperto Android ha messo in marcia un esercito di smartphone sempre più competitivi, dal primo nato nell’ottobre 2008 — il Dream di Htc — all’ultimissimo Galaxy S III di Samsung, che ha debuttato a maggio con l’ambizione di battere l’iPhone per prestazioni e coolness.
Tutti gli Android insieme hanno già superato il numero di iPhone venduti, ma Apple continua ad essere leader in un’altra industria, anche questa inventata dagli uomini di Jobs: le applicazioni (app) i programmi da scaricare su telefonini e tablet per fare mille altre cose. Ce ne sono oltre 600 mila disponibili sull’iPhone, create da sviluppatori di software in tutto il mondo, che in questi anni hanno guadagnato complessivamente — secondo quanto dichiarato da Apple — 5 miliardi di dollari al netto del 30% di commissioni trattenute dall’azienda di Cupertino. Il che non è poco se si pensa che spesso dietro un’app popolare c’è solo qualche ragazzo che ama giocare con il suo smartphone.
Conseguenze
Il massiccio uso del telefonino per navigare su Internet, guardare video, mandare foto e fare altre attività che generano un forte traffico di dati digitali ha anche costretto gli operatori della telefonia ad accelerare l’adozione di nuove tecnologie come il wi-fi (Internet senza fili) e il sistema di trasmissione a banda larga superveloce Lte, per non ritrovarsi con le reti intasate e i clienti insoddisfatti.
Infine l’iPhone ha dato il via alla «consumerizzazione» dell’information technology: prima i prodotti che arrivavano ai consumatori, dal pc al software, erano stati inizialmente creati per le imprese, ora succede il contrario e i prodotti pensati per il largo pubblico si impongono anche in ambito aziendale. E così nelle imprese è sempre più diffuso il fenomeno del Byod (Bring your own device), «Porta il tuo apparecchio», che spesso è l’iPhone o il Mac o l’iPad anche se il sistema aziendale funziona con il software di Microsoft e anche se tradizionalmente il telefonino in dotazione era il BlackBerry.
Quanto avanti può andare il successo dell’iPhone? Lo spazio per aumentare il suo mercato c’è, sia nei Paesi occidentali, sia in quelli emergenti e innanzitutto in Cina, dove l’iPhone ha generato 12,4 miliardi di dollari di fatturato nell’ultimo trimestre del 2011 e nel primo di quest’anno e continua a crescere.
Il tutto senza cambiare la politica di prezzo e senza offrire una versione ridotta e meno cara dell’iPhone. Molti analisti da tempo ne parlano e se l’aspettano, ma il ceo Tim Cook l’ha più volte escluso: «Vedo che la gente nel mondo vuole le stesse cose: ognuno in ogni Paese vuole il miglior prodotto, non vuole una versione meno cara del miglior prodotto». All’ultima conferenza di AllThingsD ha anche ribadito la logica di focalizzarsi su un solo modello, per facilitare il lavoro degli sviluppatori di app ed evitare la frammentazione che affligge la piattaforma Android.
Ma le sorprese sono sempre possibili. Quali sono in cantiere per i fan in attesa dell’iPhone 5 atteso in autunno? Avrà il nuovo sistema operativo iOS 6 con un servizio di cartine stradali disegnato da Apple in collaborazione con TomTom al posto delle Google Maps; dovrebbe essere connesso alla rete Lte; potrebbe essere più sottile e con uno schermo più grande, ha scritto il Wall Street Journal.

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