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I cinesi di Tencent su Universal: trattative con Vivendi per il 10%

Sulla via della seta Vivendi trova un partner per Universal music che valorizza la gallina dalle uova d’oro più di quanto capitalizzava in Borsa l’intero gruppo prima dell’annuncio dell’avvio dei negoziati con Tencent. Il gigante del web cinese – terzo al mondo per dimensioni dietro a Google e Facebook – è entrato in trattative preliminari con il gruppo che fa capo a Vincent Bollorè per rilevare una quota del 10% di Universal Music, valutando la major Usa 30 miliardi di euro, appunto 1 miliardo in più di quanto valeva Vivendi che la controlla al 100%. Se le trattative andranno a buon fine Tencent avrà un anno di tempo per esercitare una call option su un ulteriore 10% del capitale allo stesso prezzo.

Vivendi che aveva iniziato un anno fa il processo per la “valorizzazione” della società – numero 1 al mondo nel suo settore, davanti a Sony e Warner Music, con i diritti di artisti come Lady Gaga, U2 e i Rolling Stones – aveva l’obiettivo di cedere una quota di minoranza fino a poco sotto il 50% e ieri ha dichiarato che la ricerca di partner continuerà. Tuttavia, la valutazione riconosciuta da Tencent è giudicata relativamente generosa per una quota di minoranza, considerato che le stime spaziavano dai 17 ai 44 miliardi di euro e che i fondi di private equity che si erano affacciati sul dossier si sono poi ritirati davanti al muro del prezzo.

Tencent, che è presente insieme con Vivendi nel capitale di Spotify, ha 23 miliardi di euro di liquidità in cassa e quest’anno, secondo le proiezioni, si avvia a realizzare un free cash-flow superiore ai 13 miliardi. Mettere sul piatto un cip da 3 miliardi (o anche di 6, volendo raddoppiare) non è uno sforzo proibitivo per entrare nel maggior mercato al mondo dell’entertainment. Da parte sua, considerato che Universal Music in Asia fa solo il 13% del suo giro d’affari, Vivendi ha tutta la convenienza a sfruttare l’entratura di Tencent per tentare l’espansione in Cina. Infatti il comunicato della media company transalpina spiega che i due gruppi stanno valutando «aree di cooperazione commerciale strategica». In questo contesto, Vivendi si dice «molto interessata» a sviluppare forme di stretta collaborazione che permettano alla controllata Usa di beneficiare delle «opportunità di crescita offerte dalla digitalizzazione e dall’apertura di nuovi mercati».

Con Tencent Vivendi spera in particolare di migliorare la promozione degli artisti della sua scuderia e di identificare e promuovere nuovi talenti in nuovi mercati. Vivendi – sottolinea la nota – «spera che questa nuova partnership strategica sia in grado di creare valore» per entrambi i gruppi.

Per ora ha creato valore in Borsa per Vivendi che, dopo una fiammata iniziale con le quotazioni salite fino a un massimo di seduta di 26,15 euro, in rialzo dell’8,4% dal giorno prima, ha concluso la giornata in progresso del 3,96% a 24,93 euro con una capitalizzazione complessiva superiore ai 30 miliardi. Prima dell’annuncio, Tencent aveva già concluso le negoziazioni a Hong Kong in ribasso dell’1%, comunque con una capitalizzazione di Borsa pari a 13 volte quella del promesso partner europeo che supera i 360 miliardi di euro.

Universal è di gran lunga l’asset migliore nel portafoglio di Vivendi. Nel semestre appena concluso la major Usa della musica ha contribuito per 481 milioni (+47,3%) all’Ebita del gruppo che è stato di 718 milioni (+32,4%), registrando una crescita dei ricavi dell’ordine del 24% a 3,258 miliardi rispetto ai 7,353 miliardi del consolidato.

L’operazione con Tencent è subordinata alla due diligence sulla società. A fine luglio, in occasione della semestrale, Vivendi aveva fatto sapere di avere selezionato le banche per assisterla, senza però svelarne i nomi, e limitandosi a indicare che PwC era già al lavoro per la vendor due diligence. Allora il ceo Arnaud de Puyfontaine aveva precisato che erano in corso «diversi contatti con potenziali partner strategici» e l’obiettivo di continuare nella ricerca, mantenendo però il controllo al 50%, è stato ribadito anche ieri. Il ricavato, era stato precisato, servirà per sostenere nuove acquisizioni e per finanziare il buy-back sulle azioni Vivendi.

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