Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cina-Giappone: svolta sulle valute

di Riccardo Sorrentino

Un patto "contro" il dollaro. O, meglio, per "evitare" il dollaro. La Cina e il Giappone intendono effettuare i loro scambi commerciali con pagamenti diretti in yuan e yen senza passare attraverso la valuta statunitense. I due governi favoriranno la nascita di un mercato per le aziende coinvolte in queste transazioni, e dall'anno prossimo Tokyo acquisterà bond di Pechino, reinvestendo così la valuta che, nel nuovo sistema, fluirà dalla Cina. In questo modo si ridurranno i rischi valutari e i costi di transazione nell'interscambio dai due Paesi.
L'intesa è stata annunciata ieri da un comunicato pubblicato dopo la visita del primo ministro giapponese Yoshihiko Noda al premier cinese Wen Jabao, a Pechino. Ci sono pochi dubbi che l'accordo diventerà operativo. Il patto rispecchia e in qualche modo sostiene gli sforzi dei manager finanziari, anche pubblici, che cercano sempre più di diversificare i loro investimenti, in questa fase di turbolenza creata dalla crisi fiscale europea. La Cina ha accumulato nel tempo riserve valutarie per un valore di 3.200 miliardi di dollari, il Giappone di 1.300 miliardi: il tema, in questi Paesi, è davvero molto sentito.
Non mancano considerazioni di carattere più strettamente locale. L'Asia sta emergendo come un'area economica regionale sempre più integrata in cui l'interscambio commerciale e finanziario è molto intenso. La Cina è già oggi il maggior partner della Giappone, con transazioni annue (importazioni ed esportazioni) pari a 26.500 miliardi di yen, circa 260 miliardi di euro, in forte aumento. «Tenuto conto dell'enorme massa dei volumi commerciali tra le due maggiori economie asiatiche – ha spiegato ieri a Bloomberg Ren Xianfang, della IHS Global Insight di Pechino – questo accordo è molto più importante di ciascun altra intesa che la Cina abbia firmato con altre nazioni».
Non è il primo, in ogni caso. La settimana scorsa la Cina ha annunciato un accordo da 70 miliardi di yuan (8,5 miliardi) per realizzare currency swap con la Thailandia che rappresenta un nuovo passo avanti di un'intesa firmata a ottobre per promuovere l'uso dello yuan all'interno dell'Asean, l'associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, e la creazione di zone di libere commercio.
Sono molte inoltre le banche centrali – non solo asiatiche, come quella della Nigeria – che intendono acquistare assets cinesi come risposta alla flessione dei tassi di interesse negli Stati Uniti e in Europa.
I mercati hanno apprezzato l'intesa, rafforzando lo yuan sul mercato offshore di Hong Kong, e spingendolo fino a 6,3324 per un dollaro, il massimo da luglio 2010, data di partenza delle contrattazioni nella ex colonia britannica.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa