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Cina e Bce, Borse con il fiato sospeso

Alla ricerca della volatilità perduta. Le ferie di agosto sono alle spalle, non i saliscendi dei grafici che hanno messo alla prova i nervi – e in certi casi le ferie stesse – di milioni di operatori e risparmiatori. Il tonfo dei listini cinesi, se è stato assorbito nei numeri con il successivo rimbalzo, lascia squarci di incertezza. E la riunione della Banca centrale europea, giovedì, sarà importante per capire se il clima sui tassi di sconto sia mutato dopo le turbolenze agostane. Il direttorio della Bce non dovrebbe toccare i tassi dell’area euro; mentre sarà più interessante vedere se il presidente Mario Draghi e i suoi colleghi si misureranno con l’ipotesi di un possibile ampliamento degli acquisti di titoli sovrani (il Quantitative easing), dopo che, come ha detto il membro dell’esecutivo Bce Peter Praet, «gli sviluppi dell’economia mondiale e dei prezzi delle materie prime hanno incrementato i rischi al ribasso del conseguimento di un’inflazione sostenibile al 2%». Ma in questi giorni la banca centrale cui tutti guardano è a Washington: il summit della Fed del 16 e 17 settembre dovrebbe sciogliere il dilemma dei banchieri americani, che da una parte vedono l’economia Usa procedere spedita così da tollerare una risalita fisiologica dei tassi.
Dall’altra il pericolo di una ripresa delle vendite sui mercati asiatici e di una forte frenata dell’economia cinese espongono gli Usa a nuovi scossoni. Il vicepresidente della Fed Stanley Fischer, intervenendo al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, ha detto che il rialzo Fed avverrà «probabilmente in maniera graduale»; e saranno solo gli ultimi dati macro Usa a far pendere la bilancia su un rialzo dei tassi americani già a settembre.
A Piazza Affari, reduce da un bilancio di +0,6% settimana scorsa, la riapertura porta una storica novità: nel fine settimana infatti la piattaforma di regolazione di Monte titoli è stata spenta, per ultimare la migrazione al sistema europeo Target 2 securities, che entro il 2017 raggrupperà la totalità delle piazze finanziarie e degli scambi mobiliari europei su un’unica infrastruttura. Un passo che Draghi ha chiamato «enorme» verso l’unione effettiva dei mercati e delle economie continentali. Da oggi l’Italia raggiunge Malta, Romania, Grecia, Svizzera che erano partite per prime, a giugno. Sperando che la migrazione avvenga senza incidenti tecnici.
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