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Cimbri: «Unipol socio stabile di Rcs»

MILANO «Noi siamo per la stabilità». Così Carlo Cimbri, numero uno di Unipol, ha risposto su Rcs Mediagroup, del quale il gruppo assicurativo è socio con il 4,6%, dopo che mercoledì Fca ha annunciato che, nell’ambito dell’operazione che porterà alla costituzione del polo editoriale Repubblica-Stampa-Secolo XIX, uscirà dal capitale di Rcs, dove ora è primo socio con il 16,7%.
«Non ho mai detto che vogliamo vendere», ha aggiunto Cimbri, «C’è uno scenario nuovo. Penso che gli azionisti di buon senso debbano valutarlo ponendosi la priorità di dare stabilità alla compagine azionaria. Noi ragioneremo in tal senso». L’atteggiamento di Unipol è dunque rivolto a «consentire al gruppo dirigente che sta lavorando di sviluppare il progetto industriale. Si sono impegnati in tal senso con il mercato e gli azionisti e hanno bisogno di supporto stabile. Ritengo che gli azionisti debbano garantirlo e valutare i risultati in un arco temporale di medio periodo».
Mercoledì, dopo l’annuncio che Fca si appresta a distribuire le azioni Rcs ai soci, e che Exor, che riceverà una quota pari al 5%, a sua volta la venderà sul mercato, gli azionisti rilevanti del gruppo che pubblica il «Corriere della Sera», come Diego Della Valle (7,3%), Mediobanca (6,2%), Pirelli (4,4%) e la stessa Unipol hanno confermato l’impegno di garantire stabilità, continuità e indipendenza al gruppo di via Solferino.
L’annuncio del nuovo polo e dell’uscita di Fca da Rcs ha riacceso i riflettori sull’editoria stimolando ipotesi e rumor. Il presidente del gruppo Techint e di Assolombarda, Gianfelice Rocca, ha dichiarato in una nota che, «con riferimento alle numerose uscite sulla stampa a proposito di ipotetiche acquisizioni e fusioni di giornali (“Corriere della Sera” e “Il Sole 24 ore”), viene «escluso qualsiasi interesse o coinvolgimento in queste operazioni». E il presidente del «Sole 24 Ore» Benito Benedini, ha definito «prive di fondamento», le ipotesi su un’aggregazione del quotidiano economico con altre aziende editoriali. E ha aggiunto che «i conti del gruppo stanno tornando alla piena salute».
Alcuni commenti infine sul nuovo polo editoriale Espresso-Itedi sono arrivati dal mondo politico. Da Forza Italia con una levata di scudi (Renato Brunetta, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Renata Polverini) vengono sottolineati rischi per la pluralità d’informazione e la libertà di stampa. In direzione opposta Francesco Boccia del Pd, che definisce l’operazione come il primo serio tentativo di ragionare in termini internazionali.

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