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Cig ancora record a giugno, ma cala del 52% su maggio

Il ricorso alla cassa integrazione resta su livelli record, ma per effetto delle parziali riaperture a giugno le 434 milioni di ore autorizzate dall’Inps (per il 99,6% con causale “emergenza Covid 19”) equivalgono a circa la metà di quelle di maggio (871 milioni) e di aprile (855 milioni), mesi che risentivano maggiormente delle chiusure pressoché generalizzate delle attività produttive.

Per avere un ordine di grandezza, a giugno del 2019 le ore autorizzate erano circa 28 milioni, siamo dunque ancora su livelli mai raggiunti. Basti pensare che tra gennaio e giugno sono state autorizzate complessivamente 2,2 miliardi di ore di Cig e, scorrendo le serie storiche Inps dal 1980 non ci si è mai lontanamente avvicinati a questi livelli, neanche negli anni peggiori di crisi, in particolare nel 2010 quando si sfiorò la vetta degli 1,2 miliardi di ore autorizzate. Resta da vedere quale sarà il reale utilizzo, considerando che l’Inps fornisce il dato del tiraggio delle ore utilizzate fino ad aprile che è pari al 34,40%, inferiore rispetto al 38,15% del 2019.

Quanto all’andamento della sola cassa Covid: a giugno sono state autorizzate quasi 409 milioni di ore, circa il 52% in meno rispetto alle ore autorizzate a maggio. Mentre da aprile a giugno per l’emergenza sanitaria sono state autorizzate 2.090 milioni di ore, di queste 1.072 milioni di Cig ordinaria, i settori che assorbono il maggior numero di ore sono “fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici ed elettrici” (quasi 29 milioni di ore), “metallurgico” (oltre 28 milioni di ore), “costruzioni” (16 milioni di ore). Per la Cig in deroga si sfiorano le 390 milioni di ore; il maggior numero di ore autorizzate è nel “commercio” (quasi 74 milioni di ore), seguono “alberghi e ristoranti” (vicino a 11 milioni di ore). Ammontano a 628 milioni le ore autorizzate per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà soprattutto per “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese” (oltre 39 milioni di ore) “alberghi e ristoranti” (oltre 27 milioni di ore).

Quanto alle prestazioni di disoccupazione, anche per la Naspi e la Discoll destinata ai collaboratori le richieste superano gli anni precedenti – tra gennaio e maggio sono quasi 745mila contro le 642mila del 2019 – ma l’andamento è in flessione (124mila a maggio contro 184mila domande ad aprile). I beneficiari della Naspi sono oltre 1,2 milioni.

In questo quadro ieri il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha incontrato Cgil, Cisl e Uil al tavolo di riforma degli ammortizzatori, confermando che nel pacchetto lavoro da inserire nel prossimo Dl di inizio agosto rientrerà la proroga della Cig di ulteriori 18 settimane, con valore retroattivo dal 15 luglio, per coprire quelle aziende che stanno terminando le 18 settimane prorogate dal Dl 34. In alternativa ci sarebbe «uno sgravio per quelle aziende che decidono di far rientrare i propri dipendenti al lavoro». Secondo i tecnici che lavorano al dossier le prime 9 settimane di cassa Covid potrebbero essere generalizzate e le seconde 9 concesse solo in presenza di una perdita di fatturato nel primo semestre 2020 sul 2019 (compreso quel 40% di aziende che ha avuto un calo inferiore al 20%). In alternativa la proroga potrebbe essere selettiva per tutte e 18 le settimane.

Nel Dl, ha aggiunto il ministro, troverà spazio anche «la prosecuzione del blocco dei licenziamenti, con alcune eccezioni come la cessazione di attività», la «proroga della Naspi e il potenziamento del Fondo nuove competenze da utilizzare anche per i lavoratori in transizione occupazionale», insieme alla «decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni». Verrà confermata anche la deroga al decreto dignità per la proroga e i rinnovi dei contratti a termine senza le causali.

«Positiva l’intenzione di prorogare» la Cig, per Tania Scacchetti (Cgil) che esprime «preoccupazione rispetto a eventuali restrizioni del blocco dei licenziamenti che deve restare per tutti i lavoratori fino a fine anno». Per Luigi Sbarra (Cisl) è «prioritaria la semplificazione del sistema delle autorizzazioni, erogazioni e rendicontazioni della Cig e l’estensione graduale delle coperture al sistema di piccole e piccolissime imprese». Per il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri «le politiche attive del lavoro, la formazione e riqualificazione dovranno essere parte integrante della riforma».

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