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Ciascun visto ha il suo codice

Visto di conformità in chiaro anche nel modello Unico SC. Non saranno molte le ipotesi in cui i professionisti dovranno cimentarsi nel rilascio del visto di conformità nell’ambito delle imposte dirette dei soggetti Ires ma quando ciò dovesse capitare è anche possibile che si tratti di importi rilevanti. Ormai la necessità del visto esiste in qualsiasi situazione di eccedenza di importo superiore a 15 mila euro coniugata con la volontà di utilizzare la stessa in compensazione orizzontale. Proprio per tale motivo nel frontespizio del modello «Unico 2015-SC» è presente il riquadro denominato «visto di conformità». La sezione consente di specificare le finalità del visto apposto, considerando, come si è detto, che la dichiarazione può riguardare le imposte dirette ma anche l’Iva. Pertanto nella sezione è presente la casella «visto di conformità rilasciato ai sensi dell’art. 35 del dlgs n. 241/1997 relativo a Redditi/Iva» in cui occorre indicare uno dei seguenti codici:

  • codice 1: se il visto si riferisce alla sola dichiarazione dei redditi;
  • codice 2: se il visto si riferisce alla sola dichiarazione Iva;
  • codice 3: se il visto si riferisce a entrambe le dichiarazioni.

Considerando i soggetti Ires occorre ricordare che, in alternativa al visto di conformità, i contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del codice civile, possono effettuare la compensazione dei crediti in esame, se la dichiarazione dei redditi o la dichiarazione Irap vengono sottoscritte dai soggetti che esercitano il predetto controllo. In sostanza tali soggetti possono loro stessi apporre una sorta di visto o meglio possono con una loro sottoscrizione ad hoc evitare il visto. Chi esercita il controllo è già obbligatoriamente tenuto a sottoscrivere le dichiarazioni ma la sottoscrizione richiesta in «sostituzione» del visto è un adempimento autonomo che non è nemmeno obbligatorio: in presenza delle due condizioni (eccedenze superiori a 15 mila euro e volontà di utilizzarle in compensazione orizzontali) pur in presenza di un organo di controllo il visto può essere rilasciato da un professionista. Ciò risulta anche confermato dalla compilazione del modello che, come chiarito dalle istruzioni, comporta che i soggetti che esercitano il controllo, qualora sottoscrivano la dichiarazione anche ai fini del rilascio del visto di conformità, siano tenuti ad apporre la propria firma all’interno del frontespizio, nella sezione «Firma delle dichiarazione» e anche nella colonna «Firma per attestazione», in corrispondenza del proprio codice fiscale. I principali chiarimenti concernenti il visto nell’ipotesi diversa dall’Iva e dal modello 730 sono così da riepilogare (vedi circolare 28/e del 2014):

  • la norma non prevede espressamente l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione ai fini dell’utilizzo dei crediti in compensazione, a differenza di quanto previsto per i crediti Iva di importo superiore ai 5 mila euro per i quali la disposizione prevede che la compensazione possa essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge;
  • il limite dei 15 mila euro, superato il quale scatta l’obbligo di apporre il visto di conformità, è riferibile esclusivamente alla compensazione orizzontale dei crediti a seguito del richiamo all’art. 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997 e, quindi non alla compensazione verticale, ancorché questa venga effettuata mediante la delega di versamento;
  • il limite di importo di 15 mila euro si riferisce alle singole tipologie di credito emergenti dalla dichiarazione, non rinvenendosi ostacoli in tal senso né nella lettera della norma, né nella sua ragione giustificatrice. In altri termini, se dalla dichiarazione dei redditi emergono due diversi crediti d’imposta rispettivamente di ammontare inferiore a 15 mila euro, ma complessivamente di importo superiore alla soglia, questi ultimi potranno essere utilizzati in compensazione senza apporre il visto di conformità.

Con riguardo alle dichiarazioni 2015 è anche da applicare la norma che ha innalzato a 3 milioni di euro della soglia del massimale, precedentemente fissata in 2 miliardi di lire (euro 1.032.913,80) il massimale della polizza assicurativa. Sul punto la circolare 7/E del 2015 ha affermato che i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità sono tenuti a adeguare il massimale della polizza prima dell’apposizione del visto, anche nell’ipotesi in cui la stessa non sia ancora scaduta alla data di entrata in vigore del decreto che innalzato il suddetto (trattasi del dlgs 175/2014).

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