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Chrysler spinge i conti della Fiat

MILANO — Gli obiettivi sono stati centrati. Alla vigilia del consiglio di amministrazione Fiat, chiamato ad esaminare il conto economico del terzo trimestre 2012, il presidente del Lingotto John Elkann anticipa che «confermeremo per il 2012 i risultati, che sono in linea con quanto detto, e sono buoni».
L’incontro di oggi, per il quale la Fiom ha già preannunciato un presidio davanti al Lingotto, e che si svolgerà all’indomani della conferma in appello della condanna della Fiat per attività antisindacale arrivata dal tribunale di Termoli, risentirà sicuramente dell’andamento del gruppo al di là dell’Oceano, con una Chrysler che sta marciando a gonfie vele.
La controllata Fiat «continua a lavorare in modo febbrile e siamo felici di vedere che l’aspirazione all’eccellenza si traduce in risultati», ha detto l’amministratore delegato Sergio Marchionne commentando i risultati di bilancio della Chrysler: nel terzo trimestre la casa di Detroit ha messo a segno profitti netti per 381 milioni di dollari, in rialzo dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con ricavi in crescita del 18% a 15,5 miliardi di dollari.
A spingere i risultati Chrysler è stato il buon andamento delle vendite: nel periodo luglio-settembre, la casa americana ha venduto a livello globale 556 mila auto, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2011; la quota di mercato Chrysler negli Stati Uniti è pari all’11,3%, a fronte del 14,3% in Canada. E l’utile operativo trimestrale è stato di 706 milioni di dollari. Un incremento, spiegano a Detroit, attribuibile sia ai maggiori volumi di vendite sia ai prezzi.
Complessivamente, alla fine dei primi nove mesi il fatturato netto è stato di 48,632 miliardi di dollari, in crescita del 22% rispetto ai 39,852 miliardi dello stesso periodo 2011; l’utile netto è stato pari a 1,29 miliardi di dollari. Sempre nel periodo gennaio-settembre 2012, Chrysler ha venduto 1,7 milioni di vetture, in aumento dell’1,4% rispetto allo stesso periodo 2011: un risultato che spinge la casa Usa verso l’obiettivo di 2,3-2,4 milioni di auto per l’intero 2012, con un utile netto previsto a 1,5 miliardi di dollari e ricavi per 65 miliardi di dollari.
Ben diverso il clima per quanto riguarda gli impianti italiani. Ieri è arrivata la notizia che anche alle ex Meccaniche di Mirafiori (l’unico stabilimento che lavorava a pieno regime), arriverà la cassa integrazione: tutti i 1.441 addetti si fermeranno dal 26 novembre al 2 dicembre.
Per questa sera, comunque, dopo il consiglio di amministrazione, è previsto un incontro tra Marchionne e i sindacati: ci saranno i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, oltre ai responsabili di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri. L’incontro non è di quelli previsti dal contratto, ma era stato lo stesso Marchionne a fissare, lo scorso agosto, questo nuovo appuntamento per ottobre, per potere avere più chiara la situazione dei mercati dopo il terzo trimestre. I sindacati si aspettano un nuovo piano o comunque qualche indicazione sui futuri investimenti.
Sul fronte Rcs, in merito al possibile aumento di capitale del gruppo editoriale che pubblica anche il Corriere della Sera, John Elkann, che tramite la Giovanni Agnelli e C. Sapa detiene una quota del 10,49%, si è dichiarato pronto a sostenerlo: «Se ci sono piani credibili e persone capaci di portarlo avanti, noi sicuramente faremo la nostra parte».

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