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Chrysler emetterà più bond

di Andrea Malan

Chrysler potrebbe decidere di aumentare la quota di bond e ridurre quella di prestito sindacato, nell'ambito del piano che prevede l'ottenimento di nuovi fondi per 7,5 miliardi di dollari per rimborsare i governi americano e canadese. La mossa – scrive il «Wall Street Journal» – servirebbe a superare alcune difficoltà nell'ottenere adesioni sufficienti alla parte di prestito sindacato.

Il pacchetto di finanziamenti comprende prestiti bancari per 3,5 miliardi di dollari, l'emissione di bond per 2,5 miliardi e l'ottenimento di linee di credito (da tenere a disposizione) per altri 1,5 miliardi. La prima operazione è guidata dalla banca Morgan Stanley, la seconda dalla Bank of America-Merrill Lynch, la linea di credito dalla Citigroup. Consulente di Chrysler per il pacchetto complessivo è la Goldman Sachs. Il road show è stato avviato ai primi di maggio da Sergio Marchionne – amministratore delegato di Chrysler (e di Fiat, che ne controlla il 30 per cento); l'obiettivo iniziale era di ottenere entro domani 18 maggio gli impegni dei sottoscrittori (commitment) e arrivare poi all'erogazione effettiva dei fondi la settimana successiva.

Lo stesso Marchionne è volato negli Usa domenica e spera di chiudere l'operazione entro questa settimana; secondo fonti bancarie, è possibile che il calendario venga sostanzialmente rispettato, con un aumento dei tassi sui prestiti bancari e una riduzione del loro ammontare a vantaggio della tranche obbligazionaria: per il bond sarebbero comunque giunte richieste nettamente superiori all'offerta. Il cambiamento nella struttura del deal ne aumenterà verosimilmente il costo: i bond di Chrysler offrono un interesse del 7,5% a fronte del 5,5% dei finanziamenti bancari. Anche per questo le obbligazioni hanno da subito attirato il forte interesse degli investitori; a ciò si aggiunge una clausola che penalizza l'azienda nel caso in cui voglia riacquistare una parte dei bond prima della scadenza – una concessione agli acquirenti.

Le complicazioni per Fiat vengono, secondo il Wsj, anche dalle condizioni del mercato dei prestiti bancari ad alto rendimento: questo mercato resta molto più piccolo di quanto non fosse prima della crisi del 2007/08, mentre il prestito proposto da Chrysler è uno dei più grandi da allora. Secondo dati Standard & Poor's citati dal Wsj, solo un'azienda con rating simile a Chrysler – la Springleaf Financial Funding – ha realizzato quest'anno un rifinanziamento di simili dimensioni; il mercato ha visto poi proprio questo mese l'arrivo di un certo numero di operazioni ad alto leverage, come quelle multimiliardarie di Delphi Automotive e Asurion. Il mercato dei bond ad alto rendimento, viceversa, continua ad essere caratterizzato da un appetito elevato degli investitori.

Anche se Chrysler dovesse pagare più delle previsioni, il costo della raccolta si abbasserebbe comunque rispetto a quello dei prestiti ricevuti nel 2009 dai governi di Usa e Canada; l'operazione di rifinanziamento andrà di pari passo con l'acquisto del 16% delle azioni da parte di Fiat, che farà affluire nelle casse di Chrysler 1,3 miliardi di dollari a loro volta destinati al rimborsi dei prestiti pubblici. Il tutto dovrebbe chiudersi entro fine giugno.

 

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