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Chrysler chiude l’accordo con le banche sul debito

di Mario Platero

NEW YORK – La Chrysler ha chiuso ieri notte la sottoscrizione del rifinanziamento del debito che consentirà il rimborso dei 7,6 miliardi di dollari dovuti al governo americano e a quello canadese. Questa mattina vi sarà l'annuncio ufficiale, uno scarno comunicato di una decina di righe con i termini dell'operazione, ma secondo indiscrezioni raccolte da il Sole 24 Ore in ambienti finanziari informati se la domanda è stata molto forte, soprattutto per l'emissione obbligazionaria, il pricing è stato più elevato di quanto si stimava all'inizio dell'offerta, con due variazioni diverse a seconda della struttura, delle call options, di nuovo diverse a seconda del l'emissione, e della scadenza. Le indiscrezioni anticipano che per le emissioni a otto anni vi sarà un pricing vicino ai 50 punti base superiore rispetto a quello dell'offerta mentre per le scadenze a dieci anni sarà quasi certamente superiore di 75 punti base rispetto all'offerta originaria. E' possibile che nella notte vi siano ancora delle variazioni, da parte Chrysler si è spinto fino all'ultimo per negoziare un aumento di 46 punti base.

Ma, al di là dei dettagli la struttura finale sarà la seguente. Il pricing era stato calcolato all'inizio dell'offerta sulla base d un tasso Libor rispettivamente più il 4% e il 4,25% a seconda di condizioni e scadenze. Alla chiusura di ieri salvo variazioni dell'ultima ora ci si assesterà al Libor più il 4,50 e al Libor più il 4.75%. Nelle ultime battute si è deciso di invertire le proporzioni delle quote. I titoli di credito garantiti che avrebbero dovuto contribuire per 3,5 miliardi di dollari al rifinanziamento complessivo sono stati diminuiti a 2,5 miliardi, le obbligazioni garantite con scadenze a otto e dieci anni sono state aumentate a quota 3,5 miliardi di dollari. «Spostare gli equilibri delle varie tranche è normale – ci ha dichiarto una fonte informata a New York – si verifica la reazione della domanda a seconda delle strutturazioni offerte e si cambia normalmente l'allocazione. Il risultato finale per l'azienda non cambia. Per il pricing la variazione è meno normale, ma è il cliente a decidere se vuole perseguire una linea aggressiva, magari al di sotto del minimo consigliato per poi aggiustare al meglio».

Secondo le indiscrezioni Sergio Marchionne, l'a.d. della Chrysler e della Fiat, avrebbe preferito puntare al prezzo più basso, anche se forse era cosciente che sarebbe stato difficile ottenerlo, per poi essere disposto a salire in seconda battuta. Dal punto di vista Chrysler dunque anche il negoziato sul pricing era nelle carte. «Per noi è importante aver chiuso l'operazione, si potrà rimborsare il prestito contratto con i governi e guardare in avanti». L'erogazione dei fondi è attesa per la prossima settimana e immediatamente si procederà con il rimborso dei prestiti governativi, con circa un mese di anticipo rispetto alle scadenze previste originariamente. La prossima scadenza importante per Marchionne diventa adesso quella per ottenere i contributi dal dipartimento per l'energia, circa 3,5 miliardi di dollari in finanziamenti agevolati per investire in tecnologie alternative che consentiranno di risparmiare carburante.

Complessivamente il rifinanziamento è per 7,5 miliardi di dollari, divisi in una linea di credito da 1,5 miliardi di dollari, in obbligazioni garantite da 3,5 miliardi e in titoli di credito garantiti riservati agli investitori istituzionali per 2,5 miliardi di dollari con scadenza a sei anni. Il rifinanziamento tuttavia non sarà utilizzato esclusivamente per il rimborso del debito per 5,8 miliardi di dollari con il governo americano e di 1,8 miliardi di dollari con il governo canadese. Del rifinanziamento complessivo, si utilizzeranno i 2,5 miliardi di dollari di titoli di credito garantiti e i 3,5 miliardi di dollari di obbligazioni garantite. A questi si aggiungeranno 1,3 miliardi di dollari sborsati dalla Fiat per aumentare al 46% la posizione azionaria di Torino mentre 500 milioni di dollari saranno recuperati dalla posizione dei cassa della Chrysler. Questi fondi, per un totale di 7,8 miliardi di dollari saranno utilizzati per 7,6 miliardi di dollari per il rimborso dei governi e per 200 milioni di dollari come pagamento delle commissioni bancarie. La linea di credito resterà a disposizione. Le banche che hanno partecipato all'opeazione sono Goldma Sachs, Bank of America/Merrill Lynch, Citi e Morgan Stanley.

 

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