Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Chieste regole per foto scattate da droni

Maggiori garanzie per l’uso dei dati personali a fini di polizia. Banche dati più protette, con informazioni esatte e aggiornate. Più trasparenza e possibilità di controllo da parte dei cittadini. È l’elenco degli obiettivi di due decreti in corso d’opera, sottoposti al parere del garante della privacy.

Con un primo decreto, uno schema di dpr, si fissano le modalità di attuazione dei principi del Codice privacy da applicare ai trattamenti di dati effettuati, sia in formato cartaceo sia elettronico, dalle forze di polizia nell’attività di prevenzione e repressione dei reati, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il dpr non si applica ai dati amministrativi, che vanno anche conservati separatamente da quelli registrati per finalità di polizia e sono soggetti alle regole generali del Codice.

Il garante ha chiesto al ministero di integrare il testo al fine di sottoporre alle regole privacy tutti i tipi di trattamenti che presentano rischi specifici per la persona (banche di dati genetici, biometrici, dati relativi all’ubicazione, banche dati basate su particolari tecniche di elaborazione delle informazioni). Il parere del garante chiede di stabilire tempi di conservazione dei dati più brevi, commisurati alle finalità della raccolta, rispetto a quelli attuali, ritenuti immotivatamente lunghi. In particolare, non devono essere conservati per più di 90 giorni i dati di persone nei confronti delle quali non è emerso alcun rilievo. Chieste, inoltre, regole specifiche per la raccolta e l’uso di immagini acquisite con i droni.

Con un secondo schema di decreto si individuano nel dettaglio i trattamenti permanenti effettuati dalle forze di polizia, compresa la gestione delle maggiori banche dati (Ced, Afis, Dna). I cittadini potranno conoscere quante e quali sono le banche dati gestite dalle forze di polizia, le operazioni che vengono effettuate sui dati, i tempi di conservazione. Potranno sapere inoltre, chi sono i titolari delle banche dati ai quali eventualmente rivolgersi per avere informazioni e poter esercitare i propri diritti.

Il decreto, superato il vaglio delle commissioni parlamentari, una volta adottato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, dovrà essere inserito come allegato al Codice privacy. L’iter di regolamentazione dei dati trattati a fini di polizia si concluderà con l’adozione di un terzo decreto che più specificamente intende disciplinare, aggiornandole, anche le misure tecniche e organizzative relative al trattamento di dati presso il Ced del Viminale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa