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Chiederemo flessibilità nel 2017, se ci sarà»

La politica di bilancio dei prossimi anni e l’attuazione delle riforma strutturali creerà le condizioni per ricondurre l’economia italiana su un sentiero di crescita sostenuta e a favorire l’occupazione. È questa la linea indicata ieri dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso della cerimonia di avvicendamento del comandante della Guardia di Finanza. Una sorta di consolidamento da portare avanti «dopo una prima fase caratterizzata da interventi orientati a rafforzare la competitività del Paese e la domanda interna, come la riduzione del cuneo fiscale e della pressione fiscale» ha affermato il ministro, reduce da una riunione dell’Ecofin, a Bruxelles.
Prima di lasciare la capitale belga, dove ieri sui conti pubblici sono stati nominati altri Paesi ma non l’Italia, Padoan ha ricordato che il Governo «ha una condotta di politica di bilancio totalmente in linea con le regole europee sia in termini di vincoli che in termini di opportunità. Se l’Italia è in linea con i requisiti necessari per ottenere la flessibilità – ha poi aggiunto – chiederà la flessibilità che eventualmente ci sarà, perché dobbiamo capire per il prossimo anno a livello di Commissione che utilizzo verrà fatto della flessibilità».
Nella notte che ha preceduto l’Ecofin è arrivata la dichiarazione dell’Eurogruppo sul nuovo programma di assistenza finanziaria alla Grecia. Un piano «non perfetto» ma «sostenibile» e che per la prima volta, ha osservato il nostro ministro, pone «le condizioni» perché il Paese possa uscire dalle condizioni di crisi in cui versa da molti anni. La Grecia ha detto Padoan «si sta avviando verso un sentiero difficile, duro, e ha ancora molti passi da fare, ma va nella direzione giusta».
Rispondendo ai giornalisti sui conti dell’Italia dopo la riunione dei ministri finanziari Padoan è quindi tornato ad assicurare che nonostante il difficile contesto macroeconomico, caratterizzato da una bassa inflazione che pesa sul Pil nominale (il denominatore che conta nel rapporto debito/Pil; ndr) il debito pubblico italiano si è stabilizzato «ha smesso di crescere e non potrà stare fermo per molto tempo, scenderà rapidamente», già quest’anno. L’altro asse portante della politica economica impostata dal Governo è sul fronte del fisco e della lotta all’evasione e l’elusione fiscale, temi toccati a Roma in occasione, appunto, della cerimonia di passaggio di consegne al vertice della Guardia di Finanza fra il generale Saverio Capolupo e il generale Giorgio Toschi. «Le strategie più efficaci di contrasto all’evasione – ha sottolineato in questa sede Padoan – hanno assicurato un recupero stabile di risorse che favorirà la riduzione della pressione fiscale. Nel 2015, le maggiori entrate così recuperate ammontano a 14,9 miliardi di euro, il 4,9% in più rispetto al 2014 e il governo ha proseguito nell’intento di rendere il sistema impositivo più semplice, equo e trasparente, di consolidare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e di rendere il nostro Paese più attraente per gli investitori». Infine un un riconoscimento al ruolo svolto dalla Guardia di Finanza:?«Stiamo vivendo un momento delicato, per l’Italia e per l’Europa – ha detto il ministro – che non lascia spazio ad esitazioni e nel quale il Corpo è chiamato ad impegnarsi da protagonista e a trovare risposte adeguate a prove sempre più impegnative, soprattutto nel campo economico-finanziario, sociale e della sicurezza».

Davide Colombo

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