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ChiantiBanca, arriva Iacopozzi Si riapre il tema della holding

La coda del ribaltone all’assemblea di ChiantiBanca di domenica scorsa con la sconfitta della lista del presidente Lorenzo Bini Smaghi, già membro Bce e presidente di Société Générale e di Italgas, è la nomina come nuovo numero uno della Bcc di Cristiano Iacopozzi, 48 anni, docente di economia a Siena. La lista di Bini Smaghi ha preso meno voti e i soci hanno portato alla vittoria una lista vicina ai vecchi organi, contro i quali Bini Smaghi, nominato presidente appena lo scorso luglio, aveva puntato il dito anche portando il caso alla procura della Repubblica di Firenze. Ha pesato l’ispezione di Banca d’Italia che ha portato a una pulizia di bilancio costata 90 milioni di euro di perdite. Ieri però il neopresidente ha respinto l’idea della «continuità» con i vecchi manager: «Ha vinto la migliore logica della comunità», ha spiegato. Ora c’è in discussione il futuro dell’istituto e l’adesione a una centrale del credito cooperativo. Con Bini Smaghi la scelta di ChiantiBanca — terza Bcc più grande d’Italia — è caduta su Cassa Centrale Banca (Ccb), la holding di Trento che si contrappone a Iccrea. Ora però c’è chi in Toscana vorrebbe tornare indietro, una mossa che lo stesso Bini Smaghi ha definito «fantasiosa». Se si volesse mollare Trento, ha spiegato, servirebbe un’assemblea straordinaria e soprattutto bisognerebbe rimborsare il bond di ChiantiBanca da 20 milioni sottoscritto da Ccb. Ma ieri Iacopozzi non lo ha escluso: «Valuteremo al momento opportuno le opzioni sul campo».

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