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Chiamata del creditore onere del concessionario

Anche alla luce dell’abolizione di Equitalia previsto dalla manovra fiscale della legge di bilancio 2107, viene a consolidarsi sempre più il principio secondo il quale è possibile instaurare un contenzioso tributario anche solo nei confronti dell’Agente di riscossione, impugnando qualsiasi vizio risulti nell’atto emesso dallo stesso, ivi comprese eccezioni che rientrino nella esclusiva sfera di responsabilità dell’ente titolare del credito e autore dell’iscrizione a ruolo. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 466/02/16 della Ctp di Pistoia, depositata lo scorso 13 dicembre.

Secondo tale principio, è onere (o facoltà) dell’Agente della riscossione evocare in giudizio l’ente creditore; in mancanza, egli risponde delle conseguenze della lite, anche in ordine alla refusione delle spese. Parimenti, non spetta al giudice adito alcun obbligo di ordinare l’integrazione del contraddittorio, essendo tale valutazione rimessa alla volontà del concessionario.

Nel caso in esame, l’agenzia di riscossione di Pistoia – Equitalia centro Spa, già Equitalia servizi di riscossione Spa – si costituisce in giudizio avverso l’impugnazione da parte della ricorrente della cartella di pagamento (riguardante l’omesso versamento dell’imposta di registro, relativa alla vendita di un terreno non edificabile); il concessionario eccepisce nei motivi anche la propria mancanza di legittimazione passiva in ordine alle eccezioni relative al ruolo perché è competente solo l’ente impositore. La ricorrente ha chiamato in giudizio solo Equitalia e non l’Agenzia delle entrate che è il soggetto che ha emesso il ruolo impugnato. Equitalia si considera non legittimata passivamente ritenendo tale solo il soggetto che ha emesso il ruolo impugnato.

I giudici sono chiari sul punto: dichiarano che l’eccezione avanzata non è accoglibile, viene richiamato, inoltre, l’art. 39 del Dlgs 112/1999 in riferimento agli adempimenti dell’agente di riscossione in merito alle liti nelle quali è chiamato in causa: nelle liti promosse contro l’agente di riscossione, in mancanza di chiamata in causa dell’ente creditore interessato, Equitalia «risponde delle conseguenze della lite». Viene citata anche la sentenza della Suprema Corte a sezioni unite, la n. 16412/2007, evidenziando il fatto che la commissione è tenuta unicamente a valutare la fondatezza dei motivi del ricorso, non essendo prevista alcuna integrazione del contraddittorio d’ufficio.

Nicola Fuoco

[omissis] La cancellazione dal Registro delle imprese della società è avvenuta in data 27.09.2012, cioè prima della entrata in vigore della riforma di cui all’art 28, co.4, Dlgs 175/2014 sulla ultrattività ai fini ?scali delle società; la nuova formulazione dell’articolo 2495 c.c., prevede, infatti, che i rapporti giuridici attivi e passivi non risolti al momento della estinzione della società entrino nella sfera giuridica del socio non a titolo originario, bensì per l’operare di un meccanismo di tipo derivativo – successorio. (…)

La cancellazione della società dal Registro delle imprese, prima della legge del 2012 aveva una portata estintiva anche ai fini ?scali e la norma applicabile al caso de quo prevede che, ferma restando l’estinzione della società di capitali dopo la cancellazione, i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, ?no a concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione ma in questo caso non risulta distribuzione di alcuna utilità che, comunque, dovrebbe essere provata dall’ufficio.

In definitiva la socia può essere responsabile solo nei limiti delle eventuali utilità ricevute in sede di riparto ex art. 2495 cc ante riforma e l’onere della prova della percezione di somme in seguito al riparto finale spetta all’ufficio.

Vi è anche un’altra questione. La ricorrente ha chiamato in giudizio solo Equitalia e non l`Agenzia delle entrate che è il soggetto che ha emesso il ruolo impugnato. Per questo Equitalia si dichiara non legittimata passivamente ritenendo tale solo l’ente creditore. Tuttavia Part. 39 del Dlgs 112/ 1999 dispone che l’agente della riscossione «nelle liti promosse contro di lui che non riguardano esclusivamente la regolarità o validità degli atti esecutivi, deve chiamare in causa l’ente creditore interessato; in mancanza risponde delle conseguenze della lite». Dunque nel caso in esame l’agente della riscossione si è costituito, non è stata avanzata nessuna richiesta di chiamata in giudizio dell’Agenzia delle entrate e la commissione è tenuta unicamente a valutare la fondatezza dei motivi del ricorso non essendo prevista alcuna integrazione del contraddittorio d’ufficio (Cass SS.UU. 16412/2007). L’eccezione di procedura non è quindi accoglibile.

Il ricorso deve essere accolto e non occorre affrontare gli altri motivi di doglianza. La complessità della controversia giustifica la compensazione delle spese.

PQM La Commissione accoglie il ricorso, compensa le spese.

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