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Chiamata per 170 mila srl

Con l’introduzione del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza più di 170 mila società a responsabilità limitata devono correre per adeguarsi all’obbligo di istituire gli organi di controllo interno, secondo i nuovi parametri dettati dall’art. 2477 c.c. (modificato dall’art. 379 del CCII).

Mentre la maggiore parte delle norme del CCII entreranno in vigore dopo diciotto mesi dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legislativo, le disposizioni che modificano gli assetti organizzativi e l’obbligo di istituire gli organi di controllo entrano in vigore subito, cioè 30 giorni dopo la pubblicazione in G.u..

L’attuale lettera c) del terzo comma dell’art. 2477, che prevede il richiamo ai paramenti dell’art. 2435 bis del codice civile, in materia di bilanci abbreviati, viene sostituito, introducendo paramenti assai più bassi (addirittura più bassi di quelli stabiliti dall’art. 2435 ter c.c. per le c.d. micro imprese).

La nomina dell’organo di controllo o del revisore diventerà, dunque, obbligatoria non solo quando la società a responsabilità limitata sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato o controlli una società obbligata alla revisione legale dei conti, bensì anche quando si tratti di una piccola impresa che ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei nuovi limiti (vengono significativamente ridotti quelli già previsti): (i) il totale dell’attivo dello stato patrimoniale passa dagli attuali 4.400.000 euro (art. 2435 bis, primo comma, n. 1), c.c.) a 2 milioni di euro; (ii) i ricavi delle vendite e delle prestazioni passano dagli attuali 8.800.000 euro (art. 2435 bis, primo comma, n. 2), c.c.) a 2 milioni di euro; (iii)i dipendenti occupati in media durante l’esercizio sono ridotti dalle attuali 50 unità (art. 2435 bis, primo comma, n. 3), c.c.) a 10 unità.

Mentre prima l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore scattava al superamento di due limiti su tre, ora l’obbligo emerge addirittura quando viene oltrepassato uno solo dei tre limiti dimensionali previsti.

In più, occorre tenere conto che tale obbligo non è meramente «teorico», perché non prevista alcuna sanzione (come accade oggi), poiché le modifiche apportate dall’art. 379 del CCII contemplano la possibilità che, oltre a qualsiasi interessato anche il conservatore del registro delle imprese può segnalare eventuali inadempimenti affinché la nomina dell’organo di controllo avvenga d’ufficio. In sostanza, il conservatore del registro delle imprese può denunciare le società che non si adeguino all’obbligo così da fare attivare il tribunale competente per provvedere alla nomina in sostituzione dell’assemblea dei soci. Neppure il mancato adeguamento dello statuto a cura dell’assemblea passerà inosservato, perché con la modifica del sesto comma dell’art.2477 c.c. potranno ora essere, in caso di gravi inadempimenti, denunziate al tribunale ai sensi dell’art. 2409 c.c.. Il venire meno di tale obbligo, poi, si verifica invece solo quando, per tre esercizi consecutivi (non più due) alcuno dei previsti limiti non è superato.

Il decreto dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale entro il mese di febbraio e dunque la disposizione diventare vigente da fine marzo.

L’art. 379 chiarisce che «ai fini della prima applicazione delle disposizioni di cui all’art. 2477 del codice civile, commi terzo e quarto, come sostituiti …, si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza indicata…».

Così, tutte le società interessate che abbiano superato negli esercizi 2018 e 2017 le nuove soglie dimensionali saranno obbligate a istituire l’organo di controllo.

Tuttavia, com’è noto, nelle società a responsabilità limitata la nomina dell’organo di controllo deve essere compatibile con le disposizioni dello statuto sociale. L’art. 379 del CCII prevede quindi che le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data di entrata in vigore dell’art. 379 devono provvedere a uniformare l’atto costitutivo e lo statuto alle disposizioni dell’art. 2477 c.c., primo comma, entro nove mesi dalla predetta data. Fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili disposizioni del nuovo art. 2477 c.c.

Facendo due conti, nell’ipotesi pubblicazione in Gazzetta ufficiale a febbraio, entro fine 2019 dovranno essere modificati gli statuti non conformi e a gennaio 2020 le società dovranno certamente avere nominato il collegio sindacale, il sindaco unico o il revisore. Proprio la relazione di accompagnamento del decreto legislativo evidenzia che la scelta del governo è condizionata dall’esigenza di rendere operativi, entro i 18 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, gli istituti di allerta previsti dall’art.12 e ss. del CCII (ove gli organi di controllo societari sono tenuti a eseguire, ai sensi dell’art. 14, le segnalazioni agli organismi di composizione della crisi d’impresa, c.d. OCRI).

L’effettiva operatività della disposizione, dunque, potrà slittare in avanti (a gennaio 2020), tenendo anche conto che per la istituzione degli organi di controllo occorre eseguire alcuni adempimenti. Per provvedere alla nomina, infatti, le società interessate dovranno provvedere alla convocazione dell’assemblea dei soci o ad assumere la determina dei soci, compatibile allo statuto.

Se lo statuto è già adeguato, allora, entro poco tempo la società dovrà adeguarsi, nominando il nuovo organo di controllo.

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