Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Chi vincerà il derby banche-industria

Chi ha maggiori potenzialità di crescita in Piazza Affari per i prossimi 12 mesi? Il derby coinvolge i titoli finanziari (banche, assicurazioni e risparmio gestito) e quelli degli altri settori. Ipotizzando che nell’arco di un anno queste azioni siano capaci di recuperare i loro massimi del 2015, i finanziari avrebbero un potenziale medio (ponderato in base alla singola capitalizzazione di Borsa) del 47,6%, mentre quelli non finanziari potrebbero spuntare un rialzo medio del 29,2% ( vedere tabella ).

Ma ci riusciranno? Sebbene i titoli finanziari risultino più depressi, tra i gestori sembra prevalere la convinzione che le reali opportunità siano piuttosto disperse sul listino azionario milanese, che senza la «zavorra» delle banche oggi perde «solo» il 6%. L’indice Ftse Mib (banche comprese è in rosso da Capodanno dell’11% circa, mentre i titoli finanziari da soli sono giù del 19%). Impossibile fare previsioni esatte, ma i gestori specializzati sulle azioni italiane hanno movimentato il portafoglio. Sposando linee diverse. C’è chi scommette sulla resurrezione delle banche, chi punta di più su servizi ed energia, chi predilige gli industriali e le aziende più sensibili alla ripresa.

Per Mario Spreafico, direttore investimenti Schroders Italia Wealth management, se si osservano i fondamentali, sono gli industriali i titoli che presentano le migliori potenzialità di rialzo nel medio termine. In un contesto di tassi a zero e dividendi al 3% (o anche più), queste società possono essere opportunità di investimento interessanti.

Idee diverse

Più ben disposto verso le banche e diffidente verso gli energetici, Roberto Brasca, gestore del fondo AcomeA Italia. «Il settore energia non è affatto difensivo, quanto strettamente legato alla crescita economica mondiale: dal momento che questa non dà segni di ripresa, consideriamo il settore non interessante». Brasca ricerca titoli che, a fronte di un certo pericolo di ribasso, presentino un potenziale di rialzo molto superiore in quanto non correttamente valorizzati dal mercato: tra le prime posizioni nel fondo Acomea Italia, che conta 97 titoli, ci sono Finmeccanica, Unipol Sai, Popolare di Milano, Fca, Telecom Italia e Mediobanca. Brasca ha inoltre aumentato il peso del settore finanziario da metà febbraio. Non tanto per i fondamentali delle banche italiane quanto piuttosto perché eccessivamente penalizzato nel suo insieme.

Giudizio sospeso sulle banche per Roberto Campani, senior portfolio manager italian and value equities di Pioneer Investments: prima della riunione della Bce ha riportato allo stesso peso dell’indice di riferimento i finanziari, perché stanno scontando un rischio sistemico, almeno nel breve termine. Campani per i prossimi 12 mesi vede maggiori opportunità nelle aziende industriali e dei servizi che possano lavorare al miglioramento di efficienza gestionale, governance e aumento dei margini.

Dopo gli annunci di Draghi sul nuovo piano per sostenere l’economia, Campani ha aumentato il peso in quelle aziende che, pur indebitate, mostrino buoni margini e possano beneficiare della rinnovata attenzione accesa dal Qe sulle obbligazioni societarie. In particolare le utilities e i titoli legati al settore telefonia. Nel portafoglio del fondo Pioneer funds Italian equity c’è al momento uno sbilanciamento su società come Fondiaria Sai, Infrastrutture Wireless italiane, Snam, Moncler e Telecom Italia: ma queste ultime sono state leggermente ridimensionate nell’ultimo mese per far posto agli acquisti di alcuni finanziari.

La selezione

Banche sì, banche no, banche forse. Secondo Stefano Andreani, gestore del fondo Lemanik High Growth, i tassi bassi e le incertezze sugli sviluppi della regolamentazione rendono gli utili futuri degli istituti non particolarmente visibili, seppur le valutazioni siano su livelli molto attraenti.

Tra le blue chip su cui punta Andreani ci sono Fca (sottovalutate dal mercato le prospettive di crescita della profittabilità), Finmeccanica (significativo potenziala inespresso derivante dalla riorganizzazione in corso) e Telecom Risparmio (miglioramento del settore e buon dividendo). Infine, come fa notare Francesco De Astis, responsabile italian equity di Eurizon Capital , tra i temi che potrebbero trainare il mercato italiano quest’anno ci sono quelli legati alla crescita domestica e ai consumi meno volatili (autostrade, viaggi e tempo libero), i settori con crescita visibile seppure con marginalità in calo (per esempio l’attività delle società -rete che raccolgono e convogliano il risparmio gestito) e quelli con generazione di cassa e dividendi elevati. «Inoltre, pensiamo che anche quest’anno l’attività di fusioni e acquisizioni giocherà un ruolo rilevante, tenuto conto delle favorevoli condizioni del credito, della continua ricerca di efficienza e massa critica e di modifiche regolamentari in alcuni settori (per esempio quelli bancario, multi-utility e delle torri di telecomunicazione)», spiega De Astis.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vietato giocarsi il futuro del Paese, usando la giustizia come pericoloso terreno di conflitto. O pr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

C’è una gag, in vita Arenula. La riforma del processo civile, la più importante di tutte perché...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da quando ha messo piede in via Arenula il 13 febbraio la giurista Marta Cartabia ha perseguito un o...

Oggi sulla stampa