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Chi esce dai minimi recupera gli acconti

di Luca De Stefani

I soggetti minimi che supereranno a dicembre di quest'anno il limite dei 45mila euro di ricavi o compensi, uscendo immediatamente dal regime agevolato, potranno recuperare gli acconti dell'imposta sostitutiva già pagati, scomputandoli dal l'Irpef a saldo del 2011. È questa la conseguenza dell'introduzione, nel rigo dedicato agli acconti Irpef del modello Unico PF, di una nuova colonna in cui vanno riportati i pagamenti effettuati con i codici tributo «1798» e «1799», relativi all'acconto del l'imposta sostitutiva dei minimi.

Il primo anno

Nell'anno in cui si entra nel regime senza Iva non deve essere pagato alcun acconto dell'imposta sostitutiva del 20%, neanche se l'impresa o la professione era già attiva l'anno precedente e si utilizzava un altro regime Iva e contabile. Non rileva, quindi, il fatto che per il periodo d'imposta precedente sia stato presentato il modello Unico, indicando un reddito relativo all'attività, assoggettato all'imposta sostitutiva del 10% delle nuove iniziative ovvero all'Irpef per le imprese minori o ordinarie.

Nel primo anno di applicazione del regime dei minimi, però, il contribuente può calcolare l'acconto Irpef solo utilizzando «il metodo storico, con esclusione di quello previsionale» (circolare n. 13/E/2008, paragrafo 3.7).

La norma che ha istituito dal 2008 il regime dei minimi, infatti, prevede che per determinare l'acconto Irpef dovuto per l'anno in cui avviene il passaggio al regime dei minimi, «non si tiene conto» dell'adesione a quest'ultimo (articolo 1, comma 117, della legge 244/2007).

Secondo anno e successivi

Dal secondo anno in poi, i minimi devono pagare gli acconti dell'imposta sostitutiva del 20%, la quale passerà al 5% dal 2012 per i soggetti che rimarranno in questo regime agevolato, rispettando le nuove condizioni previste dall'articolo 27 del Dl 98/2011, convertito nella legge 111/2011. Il pagamento va effettuato con il modello F24, utilizzando il codice tributo «1798» per la prima rata, e «1799» per la seconda. Per le imprese familiari, l'acconto è dovuto dal titolare dell'impresa, anche per conto dei collaboratori familiari.

Come accade generalmente per il calcolo dell'acconto Irpef, i minimi possono determinare l'anticipo della sostitutiva, prendendo come base di calcolo l'imposta dovuta per l'anno precedente, cioè applicando il metodo storico, ovvero l'imposta che sarà dovuta sui redditi che si prevede di conseguire quest'anno, cioè utilizzando il metodo previsionale.

Uscita dai minimi

Non vi sono particolari norme che disciplinano le modalità di calcolo e di pagamento degli acconti dell'Irpef e dell'imposta sostitutiva del 20%, nel caso di uscita dal regime dei minimi, ad esempio per il superamento del limite di 30mila euro dei ricavi o dei compensi annuali. L'uscita può essere immediata, cioè nell'anno del superamento, se questo è maggiore del 50% di 30mila euro, quindi se si superano i 45mila euro. In caso contrario, cioè se si superano i 30mila euro ma non i 45mila euro, si esce dal regime dei minimi del l'anno successivo.

In entrambi i casi, si ritengono applicabili le regole generali, utilizzando sia il metodo storico che quello previsionale. Se si applica quest'ultimo, quindi, nel primo anno di non applicazione del regime dei minimi, non è dovuto alcun acconto dell'imposta sostituiva del 20%, in quanto quest'ultima a consuntivo non deve essere pagata.

Spesso succede che l'uscita dal regime, con effetto immediato, avviene dopo il pagamento del primo acconto dell'imposta sostitutiva o addirittura a dicembre, cioè dopo il versamento del secondo acconto (si veda Il Sole 24 Ore del 26 novembre 2010). In questo caso, gli anticipi versati quest'anno come imposta sostitutiva (codici tributo 1798 e 1799) potranno essere classificati come acconti Irpef, nella dichiarazione dei redditi da presentare il prossimo anno (modello Unico/2012, relativo al 2011), indicandoli nella colonna 4 del rigo RN37, relativo proprio agli anticipi dell'imposta personale. Questa colonna è stata introdotta per la prima volta nel modello Unico/2011, relativo al 2010.

Infine, per gli eventuali altri redditi assoggettati a Irpef negli anni in cui si applica il regime dei minimi e in quello in cui si fuoriesce, valgono le regole ordinarie di calcolo del relativo conto, applicando il metodo storico o quello previsionale.

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