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Check up completo in studio

Check up completo per la partenza del processo civile telematico. L’avvocato deve verificare di avere tutti gli strumenti a posto: firma digitale e Pec valida, chiavetta o altro dispositivo similare funzionante, e così via. Ma deve sapere dove cercare le informazioni utili per fare il deposito telematico: il crocevia è il portale dei servizi telematici del ministero della giustizia. Ecco, dunque, tutti i controlli da fare prima della partenza.

FIRMA DIGITALE

Bisogna controllare la scadenza dei certificati della firma digitale. Una volta scaduti, infatti, la sottoscrizione digitale non ha valore e l’atto è come se non fosse stato firmato. In altre parole l’atto firmato con firma digitale scaduta è inesistente e non avrà alcun valore nel processo. Tutti i sistemi utilizzati hanno sistemi automatici di avviso, ma è sempre meglio dare una controllata prima del 30 giugno 2014. I punti di accesso garantiscono questa funzione e, quindi, è possibile avere tutte le informazioni consultando il proprio profilo proprio dal punto di accesso.

SCADENZA PEC

La casella di posta elettronica certificata è soggetta a rinnovo. Attenzione, quindi, a non lasciar trascorrere la data di scadenza. Tra l’altro le conseguenze di una disattenzione sono molto pericolosi. La scadenza della Pec è da controllarsi a cura dell’avvocato e, quindi, se un messaggio non viene recapitato la responsabilità è del professionista. Inoltre la comunicazione si considera ritualmente recapitata e va in un contenitore dei messaggi Pec non inviati per casella del destinatario piena.

CAPACITÀ PEC

La posta elettronica certificata va periodicamente svuotata, altrimenti i messaggi non vengono recapitati. Se la casella è piena, dunque, i messaggi non giungono al destinatario, ma per legge si considerano correttamente inoltrati. È come avere una buca delle lettere stracolma, con l’impossibilità per il portalettere di inserire ulteriori buste. Anche qui la responsabilità è dell’avvocato e i messaggi non recapitati vanno rintracciati nel contenitore apposito raggiungibile dal punto di accesso.

RAC

È un altro acronimo, che sta per ricevuta di avvenuta consegna. È il messaggio di posta elettronica contenente la ricevuta del deposito telematico che attesta l’avvenuta consegna al tribunale dell’atto giudiziario spedito. Il documento elettronico va conservato con cura: si potrebbe essere chiamati a dare prova della tempestività del deposito e la ricevuta è indispensabile. I file di posta elettronica si salvano nei formati «.eml» oppure «.msg».

NOME DEI FILE

Nella busta telematica, che viene riempita con atti e documenti, vengono inseriti file, anche di diverso formato. Possono essere file .pdf oppure altro formato per i documenti allegati (ad esempio file di immagine). Si consiglia di dare «nomi parlanti» ai file, così da rendere fruibile il pacchetto al destinatario (giudice, altre parti). La tecnologia consente di dare nome sufficientemente lunghi, tali da poter immediatamente identificare di che si tratta.

ELENCO TRIBUNALI

Per sapere quali atti si possono depositare con valore legale si deve procedere in questo modo. Si va sul sito http://pst.giustizia.it/PST/. Sulla home page sono elencati i «servizi». Scegliere il collegamento «uffici giudiziari», che fornisce, appunto, informazioni sui servizi telematici attivi presso gli Uffici giudiziari. Si clicca sul bottone «accedi»; si apre un’altra pagina, nella quale si compilano le voci desiderate (distretto, città, tipo ufficio); a questo punto si apre la scheda del singolo ufficio giudiziario, nella quale è riportata una tabella. Si clicca, a questo punto sulla denominazione dell’ufficio giudiziario riportata nella colonna «descrizione». A questo punto si apre una scheda con altra tabella. Questa ultima tabella riporta nella prima colonna il servizio telematico (ad esempio, «deposito telematico atti di parte»); nella seconda colonna è riportata la data di avvio del servizio; nella terza colonna è riportato il tipo di contenzioso cui si riferisce il servizio (ad esempio, contenzioso civile); nella quarta colonna è riportato il rito specifico (ad esempio, «ingiunzione») e nell’ultima colonna si trova il collegamento all’immagine del decreto ministeriale che autorizza il servizio. Nella sezione consultata si trova anche l’indirizzo di posta elettronica certificata dell’organo giudiziario.

PDF

Per i depositi telematico gli atti devono essere mandati in Pdf selezionabile. Questo significa che i documenti non vanno stampati e poi passati allo scanner; vanno invece convertiti in formato pdf dal computer. Questa operazione consentirà a chi legge il file (magistrati, altre parti) di poter copiare il testo, con i comandi di «selezione testo», «copia» e «incolla».

CHIAVETTE

Il dispositivo contenente i certificati di firma digitale è indispensabile per sottoscrivere gli atti da depositare telematicamente. Si possono anche avere più dispositivi (ad esempio, due «chiavette»), e naturalmente occorre che siano conservate con cura, separatamente dal codice personale di accesso (il «pin»). È possibile avere anche dispositivi che abilitano alla consultazione, ma sono privi della firma digitale. Ciò può essere utile: ai collaboratori si fornisce la chiavetta per consultare i registri di cancelleria, mentre l’avvocato conserva la chiavetta per firmare gli atti.

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