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Che Banca! cavalca i social network

La pubblicità e il servizio clienti di Che Banca!, l’istituto online controllato da Mediobanca, ora passeranno anche dai social network. Da domani sarà infatti in rete la nuova pagina Facebook dell’istituto che, come ha affermato l’a.d. Christian Miccoli, ha superato la soglia di 500 mila clienti».

La banca di Piazzetta Cuccia sta infatti diventando sempre più 3.0, non solo per corteggiare i futuri possibili clienti, ma anche per servire meglio quelli già acquisiti. Tuttavia nelle strategie di Che Banca! non c’è solo un’apertura ai canali 2.0. «Non escludiamo di aprire nuove agenzie: i nostri sportelli in Italia sono soltanto 44 e c’è spazio ancora per nuove filiali», spiega a ItaliaOggi Miccoli. «Questo perché il modello della banca online funziona meglio se i nuovi clienti sanno che c’è una filiale nelle loro vicinanze». In particolare per il 23% dei clienti che sono over 55.

Quella dei social network è una tappa importante per una banca nata nel 2008 interamente sul web. «Si tratta di un primo passo (dopo quello del blog Che Futuro!) fondamentale per portare in rete i valori del brand e per utilizzare come canale di promozione, ma anche di customer care, un social network che in Italia ha coinvolto più di 20 milioni di utenti, un audience che nessun programma tv può raggiungere», ha affermato Miccoli.

Questo non vuol dire che il web vada a sostituire i canali tradizionali, né per quanto riguarda la pubblicità, né per quanto riguarda il servizio clienti, ma costituisce un’ottima integrazione. «Soprattutto perché bisogna prendere atto che il modello di marketing tradizionale non funziona più: uno spot da 30 secondi funzionava da solo negli anni Ottanta ora servono il dialogo e una presenza fissa 7 giorni su 7 e 24 ore su 24».

La pagina Facebook abbraccia sei aree tematiche e sei linguaggi, dall’informazione bancaria all’intrattenimento, proprio come fossero sei canali tv. Lo sbarco arriva in grande stile, dunque, ma un po’ di ritardo, viene da pensare, per una banca nata online. «La prima preoccupazione di un’azienda è fare un buon prodotto. In questi anni ci siamo concentrati su questo obiettivo e lo abbiamo comunicato con la tv», racconta Miccoli. «Ora che abbiamo consolidato una buona offerta, non segmentata, con un prezzo uguale per tutti, abbiamo scelto il social network per personalizzare la strategia e il customar care, raccogliere le opinioni degli utenti e capire quello che vogliono, comunicando allo stesso tempo in modo specifico e mirato».

Una strada che nel mondo bancario è seguita da pochi. Secondo i dati diffusi da Silvia Vianello, Sda Bocconi professor, soltanto il 37,5% degli istituti nel mondo bancario e assicurativo è presente sui social network. Questo anche se l’operazione ha il più delle volte costi quasi nulli, come nel caso di Che Banca!. «Siamo già una internet company e abbiamo al nostro interno le competenze e le risorse per farlo, l’età media dei nostri dipendenti è intorno ai 30 anni. Dunque non servono grosse cifre».

Il passo successivo che potrebbe veramente cambiare il rapporto con la banca e le modalità di consumo dei clienti è la possibilità di chiudere contratti esclusivamente in rete senza bisogno di passare in filiale. «L’Italia non è ancora pronta per far crescere seriamente una banca online: ci sono troppe barriere logistiche e burocratiche», ha dichiarato l’a.d., «una di queste riguarda proprio la possibilità di chiudere contratti esclusivamente online grazie alla firma elettronica. La legge doveva essere approvata a luglio, ma non è ancora passata. Quando avverrà noi saremo pronti, anzi lo siamo già».

La strategia della banca va però al di là dalla rete per approdare nel mondo fisico. «Abbiamo 44 filiali in Italia che servono 500 mila clienti», spiega l’ad. «C’è ancora spazio per aprire nuove agenzie in controtendenza con gli istituti tradizionali che le chiudono perché contano all’incirca mille sportelli ogni milione di clienti». Questo passo completerebbe il modello della banca online «che funziona al meglio se integrata nella giusta misura col mondo fisico» e andrebbe incontro anche a quel 23% dei clienti della banca che sono over 55, meno avvezzi alla tecnologia, ma con i depositi più interessanti. D’altronde il 62% dei clienti di Che Banca! apre il primo conto in filiale anche se il 100% si è prima informato online.

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