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Cessioni o fusioni con notifica. O addio aiuti

Per le variazioni conseguenti alle operazioni straordinarie dell’assetto aziendale (fusione, scissione, conferimento o cessione ramo d’azienda, con esclusione affitto di ramo d’azienda), che comportino la modifica della titolarità del progetto da agevolare o già agevolato – in materia di ricerca e sviluppo e finanziati dal fondo crescita – va fatta una comunicazione al ministero dello sviluppo economico. Pena la decadenza della domanda delle agevolazioni o della revoca totale o parziale degli incentivi concessi.Con la circolare 14 maggio 2018 n. 1447, che il Mise disciplina le modalità di comunicazione, nel caso in cui i progetti di ricerca subiscano variazioni conseguenti alle operazioni straordinarie dell’assetto aziendale e comportino la variazione di titolarità del progetto da agevolare o agevolato dal fondo crescita sostenibile.

In caso di operazione straordinaria dell’assetto aziendale intervenuta prima del decreto di concessione del MiSe, il soggetto gestore svolge le previste verifiche istruttorie. Se del caso, aggiornando quelle eventualmente già completate, nei confronti del soggetto subentrato nell’attività con riferimento alla data di efficacia giuridica della stessa operazione societaria. Ovvero, qualora il soggetto subentrato sia già uno dei co-proponenti, con riferimento alla data di presentazione della domanda di agevolazioni.

In particolare, il gestore effettua la rideterminazione dei punteggi relativi ai criteri di valutazione istruttoria, verifica se la nuova posizione occupata dal progetto nell’eventuale graduatoria sia utile o meno per la concessione delle agevolazioni in base alle risorse finanziarie disponibili e procede con la trasmissione dell’istruttoria o con l’aggiornamento della stessa al MiSe per le conseguenti determinazioni.

In caso di istruttoria già completata e trasmessa al MiSe il gestore, nelle more delle suddette verifiche, provvede, immediatamente dopo aver preso conoscenza dell’operazione, a richiedere al MiSe stesso la sospensione dell’iter concessorio.

Marco Ottaviano

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