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Cessione di «rami secchi» se c’è valore

Che fare se l’azienda o un ramo genera continuamente perdite e ha un patrimonio netto contabile negativo? Diverse sono le scelte che l’imprenditore può compiere per continuare l’attività, in proprio o tramite altri. Le operazioni connesse alle scelte pongono problemi soprattutto su come trattare l’avviamento. Qui è in arrivo una nuova versione del principio contabile Oic 24, che limita il periodo di ammortamento. La riorganizzazione può prevedere lo scorporo delle attività meno redditizie o in perdita, la separazione di business differenti in soggetti giuridici autonomi, la dismissione di rami aziendali non più strategici, la necessità di ridurre l’indebitamento finanziario eccetera. Scelte possibili anche in situazioni in cui il valore contabile delle attività è inferiore a quello contabile delle passività iscritte in bilancio (cosiddetto patrimonio netto negativo).
Se le operazioni di riorganizzazione aziendale con patrimonio netto positivo (valore contabile delle attività superiore a quello delle passività) non generano dubbi di fattibilità, quelle con patrimonio netto negativo sono spesso “discusse” e originano problematiche operative. Il presupposto per realizzarle è che il valore economico sia comunque positivo, non essendo in genere possibile se negativo. È evidente che, in questi casi, le operazioni da compiere sono di altro tipo: liquidazione, piani di risanamento, accordi di ristrutturazione del debito o una delle procedure concorsuali.
A prescindere dalla tipologia di operazione straordinaria, la condizione necessaria è che vi sia una valutazione del capitale economico, supportata da un esperto – in relazione anche alla normativa di riferimento e alla tipologia dell’operazione – che metta in luce eventuali plusvalori latenti dei beni oggetto dell’operazione. Ne sono un esempio l’emersione, rispetto ai valori contabili, di valori relativi alle attività immateriali, quali la stima del marchio o dell’avviamento, che consentano di rendere positivo il valore del capitale economico.
La gestione delle operazioni con patrimonio netto negativo mette in luce quale aspetto critico l’allocazione delle differenze che emergono nelle diverse operazioni straordinarie, in particolare se attribuibili – come spesso accade – ad avviamento. La bozza del nuovo Oic 24 stabilisce che l’ammortamento dell’avviamento deve avvenire per quote costanti per un massimo di cinque anni (di solito è difficile ottenere analisi economico-finanziarie in grado di supportare oltre una vita utile di tale posta). Nei rari casi in cui ciò è possibile, l’ammortamento massimo è di 10 anni (oggi è di 20): le previsioni oltre tale termine sono in genere inattendibili. L’Oic stabilisce che le condizioni che possono giustificare l’adozione di un periodo oltre i cinque anni devono essere specifiche e ricollegabili direttamente a realtà e tipologia della società. Negli esercizi successivi all’iscrizione dell’avviamento si renderà necessario verificare la capacità di recupero determinando il valore in uso o quello attuale dei flussi di cassa attesi in futuro dalla continuazione dell’utilizzo dell’immobilizzazione, compresi quelli derivanti dallo smobilizzo al termine della vita utile.
I princìpi contabili sottolineano che la sua determinazione comporta la stima dei flussi di cassa positivi e negativi originati dall’utilizzo dell’immobilizzazione e dalla sua eventuale cessione e la definizione e l’applicazione di appropriati tassi di attualizzazione ai flussi di cassa stimati.
La fiscalità differita relativa all’iscrizione dell’avviamento, invece, non è da rilevare in bilancio. È l’impostazione del nuovo Oic 25 in bozza, che stabilisce che la rilevazione iniziale dell’avviamento a seguito di fusioni, scissioni e conferimenti non origina iscrizione di imposte anticipate o differite, in quanto le operazioni non transitano a conto economico.
Nell’ambito delle operazioni straordinarie con patrimonio netto negativo è da richiamare, quindi, il ruolo degli organi di controllo – quando presenti – sulle valutazioni effettuate nelle perizie, in particolare nei casi in cui la differenza tra il patrimonio netto negativo e valore economico positivo sia stato attribuito ad avviamento o attività intangibili.

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