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Cessione dei crediti in partenza

Arrivano le proposte delle banche per gestire la cessione dei crediti da superbonus del 110%. Delineati i contorni normativi, preso atto dell’adozione dei provvedimenti attuativi e dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate, le diverse istituzioni bancarie si sono già attivate, o stanno per farlo, per fornire servizi e strumenti per effettuare l’operazione prevista dall’art. 121 del decreto Rilancio. Navigando tra i vari siti internet degli istituti di credito, i potenziali clienti posso reperire utili informazioni sul funzionamento operativo del superbonus e sulla particolare opzione relativa alla cessione del credito. I primi a fornire i dettagli operativi sono stati i grandi gruppi bancari. Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno provveduto a pubblicare, a cavallo di ferragosto, i rispettivi fogli informativi che contengono tutte le condizioni economiche relative all’acquisizione del credito.

 

La proposta di Unicredit. Riguarda sia l’acquisizione del credito di imposta sia l’apertura di crediti a scadenza per anticipo contratti.

I prezzi di acquisto dei crediti fiscali, validi sino al prossimo 30 settembre, sono pari a 102 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato da persone fisiche e condomini, 100 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato dalle imprese.

L’offerta riguarda anche le opere non collegate al superbonus 110%, con aliquote di detrazione differenti quali bonus ristrutturazione (50%), ecobonus normale (75%), bonus facciate (90%): in tali ipotesi, Unicredit propone il prezzo di 78 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato.

Considerata la scadenza dell’offerta, piuttosto ravvicinata, il prezzo di acquisto potrebbe essere soggetto a cambiamenti nel tempo.

È prevista l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni, da mantenere aperto fino alla conclusione della gestione dei flussi e del finanziamento concesso, nelle more della maturazione del credito fiscale finalizzato all’avvio dei lavori. Unicredit ha, peraltro, avviato una collaborazione con Cna-Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa per fornire supporto in materia di superbonus.

 

Cosa propone Intesa Sanpaolo. A differenza di Unicredit, non è prevista né alcuna scadenza temporale né alcuna distinzione tra i beneficiari.

L’offerta indica un prezzo di acquisto del credito d’imposta superbonus 110% pari al 90,91% del valore nominale del credito, ossia 100 euro per ogni 110 euro di credito. Quindi, il medesimo tasso previsto da Unicredit per le imprese.

Per quanto riguarda, invece, i crediti di imposta relativi ad altre tipologie di bonus, il prezzo di acquisto del credito è pari all’80% del valore nominale. Il foglio informativo precisa che si tratta di un’operazione di cessione pro soluto con la quale il cedente trasferisce la piena titolarità del credito alla banca che, a sua volta, lo potrà utilizzare nelle modalità e nei tempi previsti dalla normativa che lo disciplina.

Inoltre, considerato che l’importo del contratto di appalto da cui deriva il credito d’imposta potrebbe subire delle variazioni in diminuzione o in aumento con la conseguente variazione dell’ammontare del credito di imposta, il cessionario, qualora il credito di imposta dovesse risultare maggiore di una percentuale contrattualmente stabilita pari al 20% rispetto al valore del contratto di appalto, potrà risolvere il contratto di cessione, dandone comunicazione scritta al cedente.

Intesa Sanpaolo ha attivato nei giorni scorsi, in collaborazione con Confapi e con Ance, un pacchetto di misure dedicato alle aziende associate.

 

Le altre banche. In attesa di fornire le condizioni dettagliate, Bnl ha già anticipato nelle scorse settimane che il costo della cessione del credito per i privati non dovrebbe andare oltre il 10% dell’importo dei lavori da eseguire.

A stretto giro arriveranno anche le condizioni praticate da Monte dei Paschi di Siena e Crédit Agricole. Anche Poste Italiane preannuncia un pacchetto di soluzioni ad hoc.

Oltre ai colossi del credito, le banche locali si stanno attivando per supportare il territorio di riferimento, prospettando misure specifiche per la gestione, tra le altre attività, anche della cessione del credito.

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