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Cessione d’azienda con sconto Ires

Deducibile il maggior Registro per riqualificare un conferimento- Nessun effetto sull’Irap
È deducibile ai fini Ires la maggiore imposta di registro versata dal contribuente in pendenza di giudizio a seguito della riqualificazione come cessione d’azienda di un’operazione di conferimento e successiva cessione delle quote della conferitaria. Al contrario, la maggiore imposta di registro pagata non è deducibile ai fini Irap.
È quanto si legge in un’inedita risposta fornita dall’agenzia delle Entrate, direzione centrale normativa, all’istanza di interpello presentata da una società non Ias adopter, in merito al trattamento applicabile all’imposta di registro e ai relativi interessi corrisposti a seguito della suddetta riqualificazione. Nel caso di specie, l’istante aveva impugnato gli avvisi di liquidazione delle maggiori imposte richieste dall’Ufficio presso la competente Ctp, che aveva rigettato il ricorso. Intenzionata a proseguire l’iter giudiziario, avvalendosi della possibilità di presentare appello, la società, cessati gli effetti della sospensione giudiziale, aveva, però, dovuto pagare quanto richiesto, contabilizzando gli oneri sostenuti nella voce «E21-Oneri straordinari» del conto economico dell’esercizio 2013. Quindi veniva a chiedere quale era il trattamento da riservare ai fini Ires ed Irap alle imposte pagate e ai relativi interessi.
Con specifico riferimento al trattamento Ires, l’agenzia ha rilevato che l’articolo 99, comma 1 del Dpr 917/1986 stabilisce che le imposte sui redditi e quelle per le quali è prevista la rivalsa, anche facoltativa, non sono ammesse in deduzione. Le altre imposte sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il pagamento. L’Amministrazione ha ritenuto che nel caso di una maggiore imposta di registro pagata su atti riqualificati dall’ufficio si è di fronte al pagamento di imposte indirette per le quali non è prevista la rivalsa né altra disposizione che ne limita la deducibilità. Detta maggiore imposta concorre, quindi, alla formazione del reddito d’impresa in ossequio al principio di cassa.
Venendo alla deducibilità ai fini Ires degli interessi passivi corrisposti dall’istante, nella risposta inedita si legge che essi restano estranei dall’ambito di applicazione dell’articolo 96 del Dpr n. 917/1986, nel quale si annoverano, ai sensi del comma 3 di tale articolo, gli interessi attivi e passivi, nonché gli oneri e i proventi assimilati, derivanti da contratti di mutuo, da contratti di locazione finanziaria, dall’emissione di obbligazioni e titoli similari e da ogni altro rapporto avente natura finanziaria, con esclusione degli interessi impliciti derivanti da debiti di natura commerciali. In altri termini, la disciplina di cui all’articolo 96 si applica agli interessi derivanti da taluni contratti espressamente indicati, nonché da qualsiasi altra operazione avente natura finanziaria. Tanto precisato, dato che nel caso di specie gli interessi non sottendono ad un rapporto avente natura finanziaria, agli stessi non si applica l’articolo 96 e, pertanto, sono interamente deducibili.
Per quel che attiene, invece, il trattamento Irap dell’onere, l’agenzia – in disaccordo con l’istante – ha chiarito che questo, in quanto iscritto dalla società tra i componenti straordinari di reddito (voce E21 del conto economico) non concorre, in linea generale, alla formazione del valore della produzione. Né a sostegno della deducibilità della maggiore imposta di registro corrisposta può essere posto il principio di correlazione contenuto nell’articolo 5, comma 4, del Dlgs 446/1197, in quanto ai fini dell’applicazione dello stesso non può rilevare un generico legame tra un componente positivo o negativo e elementi patrimoniali (asset) che costituiscono l’azienda, dai quali potranno derivare componenti positivi o negativi rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile.
Si rileva infine che le medesime considerazioni valgono sia ai fini Ires che Irap anche nel caso in cui siano richieste maggiori imposte ipotecarie e catastali in sede di riqualificazione di conferimenti di un ramo d’azienda che comprendano anche beni immobili.

Roberta De Pirro

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