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Cessione d’azienda, fisco light

In caso di trasferimento d’azienda nell’ambito di una procedura di liquidazione coatta amministrativa («L.C.A.»), la disciplina sulla responsabilità solidale del cessionario per i debiti tributari prevista dall’articolo 14 del dlgs 472/1997 non trova applicazione, così come previsto dalla risoluzione n. 112/E del 1999 per le cessioni d’azienda effettuate nell’ambito delle procedure fallimentari.

A chiarire detto importante principio, di estremo rilievo pratico, è stata l’Agenzia delle entrate – Direzione centrale normativa, in risposta ad un’istanza di interpello ex articolo 11 della legge n. 212/2000 (interpello n. 954-412/2014).

Nella specie, la società istante – una compagnia di assicurazione in L.C.A. – rappresentava come essa intendesse cedere, a un primario operatore del settore assicurativo e riassicurativo, il ramo di azienda «sinistri» in run-off, inclusivo delle sole «passività tecniche» (i.e., passività generate dai sinistri relativi al portafoglio trasferito) e quindi con espressa esclusione di tutte le restanti passività (tra cui le obbligazioni tributarie sorte anteriormente all’apertura della procedura.

L’istante chiedeva quindi se le indicazioni fornite dalla risoluzione n. 112/E del 1999 potessero essere estese alla fattispecie prospettata (ancorché testualmente riferite alle sole vendite fallimentari).

L’Agenzia delle entrate, accogliendo integralmente la soluzione interpretativa dell’istante e le relative argomentazioni, ha ritenuto che i princìpi già espressi nell’ambito della risoluzione n. 112/E fossero estensibili alla fattispecie in oggetto.

A sostegno di ciò, l’Agenzia ha innanzitutto ricordato che la ratio sottesa all’articolo 14 del dlgs n. 472/1997 è ravvisabile nel rafforzamento della garanzia a favore dello Stato per il pagamento dei debiti tributari (scongiurando eventuali accordi fraudolenti tra i soggetti partecipanti alla cessione).

Proprio in virtù di detta ratio, l’applicabilità del citato articolo 14 è stata esclusa per le cessioni intervenute nel corso di procedure fallimentari, sottoposte al controllo del tribunale.

Inoltre, la previsione della preventiva escussione del cedente, di cui allo stesso articolo 14, risulta incompatibile con il disposto dell’articolo 51 della Legge fallimentare, che impone il divieto di iniziare o proseguire qualsivoglia azione individuale sul patrimonio del fallito.

L’Agenzia ha quindi rilevato come la L.C.A. presenti tratti comuni al fallimento (tutela della par condicio creditorum e profili pubblicistici, che nel settore assicurativo sono ravvisabili nella sorveglianza operata dall’Ivass), assicurando idonea garanzia dell’assenza di intenti fraudolenti nelle operazioni contrattuali predisposte nell’ambito della stessa. Conseguentemente anche per detta fattispecie si deve escludere l’applicabilità della disciplina sulla responsabilità solidale del cessionario di cui al citato articolo 14 del dlgs n. 472/1997.

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