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Cessione d’azienda. Contano anche le perdite

In tema di cessione d’azienda, le perdite pregresse costituiscono una qualità intrinseca dell’azienda trasferita e concorrono alla formazione del valore di avviamento. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 3575/2018 emessa dalla sezione quinta della Commissione tributaria regionale della Lombardia e depositata in segreteria l’otto agosto scorso. La vicenda tratta di una cessione d’azienda con cui veniva ceduta un’azienda di trasporti (nel settore degli autotrasporti su strada) che, sia pure di ingenti ricavi complessivi (superiori a .21.000.000,00) aveva, già realizzato, delle significative perdite. L’accertamento del maggiore avviamento, traeva origini dall’indice di redditività del 2,5%, calcolato dall’ufficio sui ricavi dell’azienda; nella quantificazione del maggior avviamento lo stesso ufficio aveva tralasciato le perdite d’esercizio accumulate dalla società venditrice che, nonostante i risultati negativi, risultava congrua agli studi di settore. La Commissione tributaria provinciale di Varese, a cui, ricorrendo, si era rivolta la società acquirente, ha accolto il ricorso e annullato l’avviso erariale. I giudici regionali meneghini hanno confermato la decisione e cancellato, definitivamente, la rettifica. Il collegio ha fondato la decisione stabilendo che, nella determinazione del valore di avviamento, debbano essere considerate anche le perdite subite e quelle potenziali. Nella sentenza di cui al commento, tra le righe, si legge come, anche la Cassazione nella sentenza n. 979/2018 abbia affermato che l’avviamento commerciale, a norma dell’articolo 51 del dpr n. 131/86 vada calcolato non solo sulla parte positiva dell’attività, ma anche sulle perdite subite dall’azienda. «Al contrario», dice, infatti, la Cassazione, «essendo la norma finalizzata a garantire che l’imposta di registro venga applicata su una base imponibile il più possibile conforme al valore dell’azienda in condizioni di libero mercato, si deve ritenere che in essa trovi rilevanza anche quell’avviamento che, avendo segno negativo, sia dalle parti computato a riduzione del prezzo di cessione». Rigettando l’appello, il collegio ha condannato l’Agenzia delle entrate di Varese alle spese di lite quantificate in .1.500,00.

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