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Cessione crediti in accelerata

La cessione dei crediti fiscali inizia a conquistare una fetta rilevante nell’ambito del più ampio mercato della compravendita di crediti. Sbloccando così liquidità a favore delle casse aziendali o dei piccoli risparmiatori, anticipando il valore del credito rispetto alla scadenza dell’incasso effettivo.

Se, infatti, il volume d’affari della cessione di crediti, esistenti o futuri, ha raggiunto, nel 2020, l’importo complessivo di 228 miliardi di euro, il 42%, pari a circa 95 miliardi di euro, è costituito da crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione centrale e 1,9 miliardi di euro sono riferibili a crediti fiscali.

Si tratta delle elaborazioni effettuate dagli analisti di Profit Farm, la piattaforma di lending crowdfunding finalizzata all’acquisto e alla gestione di crediti esigibili dalla pubblica amministrazione, o da altri soggetti privati solvibili, che nei giorni scorsi ha lanciato anche diverse campagne riguardanti i crediti fiscali.

Le difficoltà delle imprese in liquidazione e dei commercialisti. Gli esperti di Profit Farm hanno individuato i contorni del mercato rappresentato dai crediti fiscali ceduti in base alle elaborazioni effettuate sui dati pubblicati da Assifact, Associazione italiana per il factoring, aventi a oggetto il mercato globale della cessione dei crediti, e mettendoli in relazione con le comunicazioni delle aste pubblicate sul portale delle vendite pubbliche che, nel 2% dei casi circa, hanno a oggetto la vendita di crediti nei confronti dell’erario. Per una cifra complessiva che, come anticipato, nel 2020 ha raggiunto un importo di poco inferiore ai 2 miliardi di euro.about:blank

Si tratta di crediti che molto spesso mettono in difficoltà sia le imprese poste in liquidazione sia i commercialisti, e più in generale i professionisti, che curano le relative procedure. Infatti, molto spesso le procedure di liquidazione non vengono definitivamente chiuse, con la successiva cancellazione delle imprese dal registro, proprio in attesa dei tempi burocratici necessari per incassare tali crediti. Tempi fatali, soprattutto in questi ultimi mesi, per la sopravvivenza di molte piccole realtà.

La nuova soluzione proposta da Profit farm. Il nuovo canale attivato dalla piattaforma di lending crowdfunding, che sino a oggi aveva gestito crediti passati in giudicato, per i quali è atteso l’incasso da privati e imprese nei confronti della p.a. e che tipicamente richiede fino a 24 mesi, riguarda l’acquisto di crediti fiscali vantati da imprese in fase di liquidazione o prossime alla chiusura. Come sottolineano il co-fondatore e presidente della piattaforma, Cristiano Augusto Tofani, e il ceo, Roberto Macina, nella maggior parte dei casi si tratta di crediti di importi modesti che, quindi, non interessano a fondi e banche.

Come funziona la piattaforma. Profit Farm è nata con l’obiettivo di offrire rendimenti fissi fino all’8% annuo, aprendo ai privati il mercato dei crediti esigibili e non ancora riscossi, sino a oggi a vantaggio dei soli investitori istituzionali.

Il rendimento poggia le basi sulla normativa riguardante i ritardati pagamenti che impone a tutti i debitori, inclusa la p.a., di corrispondere, oltre all’importo dovuto in linea capitale, anche gli interessi moratori legali al tasso Bce, oggi pari a zero, oltre a uno spread di 8 punti percentuali. Il modello di business unisce le potenzialità fintech del digital lending a quelle di un mercato tradizionale, ma in forte espansione e sempre più dinamico, come quello dell’acquisto e gestione di crediti definiti «deteriorati» (Npl) ancora da recuperare.

La visione alla base del progetto, richiamata nel payoff «Risparmio in Movimento», è quella di rendere liquido un mercato che attualmente non lo è, mettendo in circolazione l’enorme mole del risparmio privato, agendo come soggetto alternativo agli operatori finanziari tradizionali.

Profit Farm offre l’opportunità ai micro e ai grandi risparmiatori di impiegare il proprio denaro maturando rendite alte attraverso il finanziamento di operazioni di acquisto e incasso di crediti esigibili verso la p.a. e altri soggetti privati ugualmente solvibili, anche con piccoli capitali, e supporta le medesime imprese e organizzazioni a rientrare il prima possibile del proprio credito, giuridicamente certo ed esigibile, rimettendo in circolazione le risorse a beneficio dell’economia reale.

Dal punto di vista operativo, i risparmiatori possono prestare, tramite la piattaforma, capitali destinati all’acquisto di crediti di fatto blindati, perché assistiti da una sentenza definitiva, vantati da società ed enti nei confronti della p.a., centrale o locale, o altri soggetti privati ugualmente solvibili. Le posizioni di credito vengono selezionate da Profit Farm, all’esito di una approfondita due diligence anche sul cedente, esclusivamente tra quelle che lo Stato, o il privato solvibile, è tenuto a saldare a breve termine, generalmente entro 12/24 mesi, essendosi già chiuso il relativo iter giudiziario con una sentenza inoppugnabile, o altro provvedimento definitivo equipollente, a favore del creditore. I risparmiatori che desiderano diventare «lenders» possono selezionare l’operazione da finanziare tra quelle presentate sulla piattaforma, prestando importi a scelta a partire da 500 euro. Per ciascuna proposta di finanziamento vengono esplicitamente evidenziati il periodo di sottoscrizione, il presumibile tempo di incasso e il tasso di rendimento riconosciuto. Il risparmiatore/lender non acquista, come avviene tipicamente nelle piattaforme di equity crowfunding, quote della società che propone un proprio progetto da finanziare ma effettua un semplice prestito ad una società che gestisce esclusivamente l’incasso di uno specifico credito, con garanzia reale diretta a valere sullo stesso, la cui riscossione il risparmiatore intende finanziare.

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