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Cessione crediti fiscali ampia

Cessione dei crediti di imposta sempre più ampia. Sarà possibile cedere il bonus fiscale maturato nell’ambito delle misure transizione 4.0. Ma non solo. Lo sconto in fattura è esteso all’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici nell’ambito di una ristrutturazione. Inoltre non sarà pignorabile il contributo a fondo perduto ricevuto dall’impresa. Sul fronte crisi di impresa slitta al 1° settembre 2022 l’entrata in vigore dell’avvio dell’allerta esterna da parte di Agenzia delle entrate e Inps. Mentre tra esoneri di costi fissi e rinvii alla conversione in legge del decreto Sostegni 1, approvato ieri notte in commissione bilancio del Senato, è incardinato il rinvio del pagamento dell’Irap al 30 settembre 2021, il cui effetto era stata anticipato da un comunicato stampa del ministero dell’economia il 30 aprile scorso. Ora il testo approderà nell’aula come maxiemendamento su cui si chiederà la fiducia e sarà approvato entro domani.

Cessione crediti ampia. Un superbonus per la liquidità delle imprese. Così Mario Turco del M5S definisce la portata dell’ampliamento ai crediti di imposta transizione 4.0 della cedibilità fiscale. «L’approvazione dell’emendamento rappresenta un passaggio fondamentale» spiega, «perché consente la libera circolazione dei crediti d’imposta Transizione 4.0, riconosciuti alle imprese per investimenti in beni strumentali materiali, immateriali, in ricerca e sviluppo, in innovazione tecnologica e green, in formazione». Per Emiliano Fenu, M5S, «la novità rende ancora più vicina e a portata di mano il potenziamento di una piattaforma elettronica per certificare e far circolare i crediti d’imposta immessi nel sistema come vera e propria moneta fiscale». Sempre in direzione della cedibilità dei crediti arriva anche la possibilità di chiedere lo sconto in fattura e dunque cedere l’importo della propria detrazione fiscale nel momento in cui si acquistano mobili ed elettrodomestici nell’ambito della ristrutturazione edilizia.

Crisi di impresa. Sempre sul fronte imprese, sono stati approvati emendamenti che rallentano l’indebolimento delle aziende. Con la proroga di un anno, rispetto all’entrata in vigore del codice della crisi di impresa (1° settembre 2021), dell’obbligo in capo all’Agenzia delle entrate e dell’Inps di segnalare la crisi di impresa a fronte di una esposizione debitoria rilevante.

Un taglio sui costi fissi delle aziende. Arrivano una serie di esoneri per il pagamento di tributi locali legati ai pubblici esercizi e settori come il turismo. Chi ha registrato cali di fatturato del 30% rispetto al 2019 non pagherà la rata Imu di giugno per gli immobili che utilizza per l’attività. Stop, poi a Consap/Tosap fino al 31 dicembre per gli esercizi pubblici, quali bar e ristoranti, in crisi a causa delle chiusure. Esonero anche per il versamento del canone Rai esteso non solo ai pubblici esercizi e agli alberghi ma anche agli enti del terso settore. Prorogate poi le rate per il versamento del prelievo unico erariale (Preu), lo slittamento prevede il pagamento della quarta rata per il 29 ottobre 2021, la quinta entro il 30 novembre 2021 e la sesta entro il 15 dicembre 2021 (si veda tabella in pagina).

Assegno per i separati. Ok a un emendamento che prevede un contributo fino a 800 euro per i coniugi lavoratori separati per pagare l’assegno di mantenimento. Mente i voucher per voli e vacanze non utilizzati causa pandemia potranno essere utilizzati per più tempo fino a 24 mesi (attualmente la scadenza era a 18 mesi) dall’emissione.

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