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Cessione crediti, 2 mila istanze

La possibilità di cedere i crediti per gli interventi di riqualificazione degli immobili ha già prodotto «duemila richieste di cessione del credito per un importo complessivo di 13 milioni di euro, ma parliamo di neanche due settimane». Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini ieri nel corso di un webinar dedicato al superbonus del 110%. «È un momento di collaborazione tra i vari enti della Pubblica amministrazione e c’è una necessità di interazione. Noi dell’Agenzia delle entrate siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo sulle nostre spalle», ha aggiunto. Ruffini ha anche dato qualche chiarimento sull’applicazione della normativa sul superbonus energetico. Anche le «stufe a pellet sono considerati impianti di riscaldamento» in seguito ad una norma di modifica, «e quindi la loro sostituzione dà diritto ad accedere al superbonus 110%, sempre che ci sia un risparmio energetico e anche il salto di due classi dell’edificio», ha spiegato. Sottolineando poi che l’Agenzia delle entrate è pronta ai controlli che «riguarderanno sicuramente la correttezza formale e la completezza dei dati ma anche la presenza dei visti di conformità e di asseverazione che sono stati apposti precedentemente nonché il rispetto de limiti di spesa». Al webinar è intervenuto anche il padre della norma sul 110%, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro. Dicendosi fiducioso circa una proroga del superbonus fino al 2024. «La proroga del superbonus al 110% è estremamente importante e io sono molto fiducioso, ovviamente questo avverrà con la programmazione del Recovery Fund che spero ci sarà entro fine anno. Il governo si è espresso in favore, da Patuanelli alla ministra De Micheli al viceministro Misiani fino al premier Conte, lo stesso le opposizioni. Il Parlamento ha votato per una proroga al 2024. Mi pare siano tutti gli operatori del settore a chiederlo e la società civile che deve usarlo per ridurre i cambiamenti climatici e far ripartire l’economia». Per Fraccaro la mancata proroga di questa norma comporterebbe una perdita di efficacia della stessa, «i nuovi contratti non sarebbero sottoscritti perché nell’edilizia ci sono dei tempi lunghi, mancherebbe la parte più importante, quella degli investimenti con piani di assunzione e piani di ampliamento. La sfida del futuro è quella della collaborazione, chi saprà fare squadra saprà vincere e questa è la sfida del superbonus». Il «superbonus 110% è stato declinato sul settore dell’edilizia» che è «il settore che traina la crescita. Noi», ha detto il sottosegretario, «abbiamo bisogno di partire dal privato, che monitorerà anche la qualità dei cantieri perché il cittadino ci guadagnerà dalla qualità del cantiere. Abbiamo bisogno di piccoli cantieri diffusi per la sostenibilità energetica ed economica del Paese».

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