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Cerved, Ion mette sul tavolo 1,8 miliardi

La Ion dell’imprenditore Andrea Pignataro, a fianco degli alleati, il gruppo Fsi guidato da Maurizio Tamagnini e il fondo Gic di Singapore, lanciano un’offerta da 1,85 miliardi su Cerved.

Dopo le tante indiscrezioni degli scorsi giorni, che indicavano l’interesse per la divisione Npl di Cerved, è dunque arrivata un’offerta rotonda sul gruppo. A lanciare l’offerta sulla totalità delle azioni, finalizzata al delisting, sarà il veicolo Castor srl.

Ion e soci riconosceranno un corrispettivo pari a 9,50 euro per azione, pari a un premio del 34,9% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni alla data del 5 marzo 2021 e del 43% rispetto alla media aritmetica cegli ultimi dodici mesi. Ieri il titolo ha chiuso a 9,61 euro (+19,9%), oltre il prezzo Opa.

L’offerta è promossa tramite Castor Srl, controllata da Castor Bidco Holdings, a sua volta controllata da FermIon Investment Group. Nei veicoli la maggioranza sarà di Ion Capital e investirà in minoranza (150 milioni in strumenti finanziari convertibili) anche Fsi, come partner italiano di supporto istituzionale. Si tratta della seconda operazione, dopo Cedacri, di Fsi assieme a Ion: a dimostrazione della capacità del fondo italiano di creare campioni nazionali dell’economia digitale. Partner di minoranza è anche il fondo di Singapore Gic.

L’offerta sarà ora valutata dal board di Cerved che provvederà a nominare degli advisor: probabilmente Mediobanca.

Si tratta comunque, secondo le intenzioni, di un’operazione amichevole verso il management di Cerved. L’azienda è una pubblic company: la società detiene azioni proprie per l’1,53% mentre azionisti con più del 3% sono Wellington con il 5,077%, Massachusetts Financial con il 4,1%, Kayne Anderson Rudnick con il 3,064%, MutuiOnline con il 3,015% e Giancarlo Broggian con il 3%. Si attende dunque ora la reazione dei tanti piccoli soci. Ieri uno di questi, l’hedge fund Sinclair Capital, ha spiegato di essere scettico sulla congruità del prezzo visto che «l’offerta di Ion su Cerved riconosce un premio pari solo al 18% rispetto al prezzo di chiusura ed è simile al prezzo offerto da Advent nel 2019».

L’Opa punta al raggiungimento del 90% del capitale: tra le condizioni, per il delisting, che qualora non fosse raggiunto potrà essere conseguito mediante la fusione di Cerved nell’offerente o in altra società non quotata facente parte del gruppo riconducibile ad Andrea Pignataro.

A tal fine, Ion e soci «non escludono la possibilità di valutare in futuro la realizzazione di operazioni straordinarie o di riorganizzazione societaria che si ritenessero opportune». In particolare, i riflettori sono puntati, dopo l’Opa, su un possibile scorporo della divisione Npl di Cerved, per la quale già di recente ci sono state manifestazioni d’interesse da parte di Prelios e Centerbridge.

Già definito anche il supporto di un pool di grandi banche. Le italiane Banca Imi e Unicredit finanzieranno l’operazione su Cerved. Al contrario, advisor finanziari del deal sono Banca Imi, Credit Suisse, Goldman Sachs e Unicredit. Advisor legale è stato Chiomenti.

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