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Cerved, arriva l’Opa di Pignataro il re schivo dei servizi finanziari

Ion investment colosso del fintech che fa capo all’imprenditore Andrea Pignataro, lancia un’Opa da 1,85 miliardi di euro sul Cerved, la società che raccoglie ed elabora i dati delle Camere di commercio. È la seconda mossa in pochi gioni per Pignataro e la sua Ion, visto che venerdì scorso aveva rilevato Cedacri (servizi informatici per banche e finanziarie) per 1,5 miliardi .
L’obiettivo dell’offerta su Cerved, valutata 9,5 euro per azione, è ritirare il titolo dal mercato. A detta degli analisti l’offerta, che implica un premio del 18% (ieri Cerved è salita del 19,9% a 9,61 euro), è di quelle generose date le prospettive degli Npl e dei servizi finanziari del gruppo milanese. Due anni fa il fondo Advent aveva provato a lanciare un’Opa su Cerved da 9,6 euro, ma l’offerta era stata ritirata. Da allora molte cose sono cambiate, compreso il prezzo dell’azione.
Ion, che rilevando Cedacri ha avuto a che fare per tre mesi con il fondo Fsi guidato da Maurizio Tamagnini, ora proporrà l’offerta su Cerved proprio insieme al fondo partecipato da Cdp che ha venduto e reinvestito su Cedacri. Chi conosce Ion è pronto a scommettere che Cedacri e Cerved resteranno due entità separate. Lo scopo di Ion non è di aggregarle ma di fornire alle due aziende una dimensione internazionale e aiutarle a crescere fuori dai confini.
Pignataro, 50 anni nato a Bologna, è sempre stato uno studente modello da quando frequentava il liceo classico. Dopo la laurea in Economia e un Phd in Matematica all’Imperial College di Londra, ha iniziato la sua carriere in Solomon Brothers come trader sul mercato obbligazionario. Proprio il suo primo lavoro sui mercati lo ha portato a inventare il software di una piattaforma di trading, attorno a cui nel 1997 ha costruito un impero specializzato nel fintech, la Ion Investment, che oggi vale attorno ai 20 miliardi di dollari.
Dal 2005 ad oggi Ion ha acquistato 28 aziende, ha lanciato due Spac (di cui l’ultima a dicembre sul Nasdaq), dando vita un gruppo da 7.500 persone e 1,5 miliardi di margine lordo all’anno, con cui continua a finanziare operazioni a leva. Pignataro è membro dell’advisory board del Politecnico di Milano, sostiene la Normale e il Collegio Sant’Anna di Pisa; vive tra Londra, Milano e New York e ha vari investimenti immobiliari, tra cui un resort di lusso a Canouan nei Caraibi. Chi lo conosce lo descrivere come uno stakanovista, senza una segretaria, molto riservato: nelle sue residenze, tra cui una casa nel quartiere di Belgravia a Londra, non c’è mai il nome sul campanello. Anche se viaggia soprattutto con il suo jet privato, si dice faccia una vita semplice. Tra le sue passioni c’è l’arte, pare che abbia una discreta collezione, anche queste debitamente custodita, lontano da mostre ed esibizioni.
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