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Certificati online: dogane in tilt

di Rita Fatiguso

Weekend di fuoco per gli scali europei e, in particolare, italiani. Spirato il termine di grazia di sei mesi concesso dalla Commissione di Bruxelles per introdurre il certificato doganale telematico che garantisce la sicurezza delle merci importate, è arrivato il momento della verità.

Nei primi quattro mesi del 2011 sono state "scaricate" 8 milioni e 928mila di Ens (quasi la metà nel settore areo), 3 milioni e 645mila nel trasporto marittimo, stando ai dati della divisione europea tasse e dogane della Ue. Prime Francia, Germania Gran Bretagna, l'Italia è quinta. Spagna e Francia (che hanno comminato già le prime multe agli inadempienti) hanno mostrato buoni riflessi, mentre la Grecia è collassata, e l'Italia, anch'essa alla prova dei nuovi adempimenti, è alle prese con i flussi di merce in entrata che viaggiano a doppia velocità. Infatti, mentre per il traffico via mare l'obbligo è di descrivere esattamente il contenuto trasportato già al momento della partenza per poi ottenerne nel manifest, all'arrivo, una descrizione puntuale, per il traffico cargo la situazione resta critica, specie per le compagnie aree di medio cabotaggio.

Da Malpensa passa l'80% del traffico merci via cargo e ieri, lunedì, alla riapertura degli uffici almeno il 20% del flusso è andato in sofferenza. Se quattro ore prima dell'atterraggio non si riesce ad attivare la procedura Ens (dichiarazione sommaria di entrata), non è possibile rilasciare il numero (mnr) per ogni merce trasportata, ergo il carico non può essere sdoganato, perchè il manifest resta incompleto. Alcune società di handling sono in affanno, una è andata in tilt a causa del cattivo funzionamento del sistema informatico adottato.

Conferma Piero Lazzeri, presidente di Federspedi: «Malgrado tutto non abbiamo avuto grandi problemi nel traffico via mare. Abbiamo dovuto affrontare cambi operativi, ma in questa fase stiamo a vedere come evolve la situazione. Speriamo nello sportello unico doganale che dovrebbe eliminare la dispersione dei 17 controlli».

Le Dogane con una circolare last minute (si veda «Il Sole 24 Ore del 2 luglio), per la verità hanno cercato di trovare un ulteriore spazio per consentire alle imprese di adeguarsi, un goal che non sarà facile.

Dice Teresa Alvaro, la responsabile dell'Agenzia delle Dogane per l'introduzione del nuovo sistema di controllo sicurezza: «Stiamo cercando di fare del nostro meglio per essere a fianco delle imprese, anche se l'attivazione dell'intera procedura non si può fare con la bacchetta magica. Le istruzioni sono partite da tempo, su questo davvero non possiamo transigere».

Da Bruxelles Marco Sorgetti, direttore di Ceclat, la struttura europea degli spedizionieri, incalza: «La Grecia ha deciso di lasciare la nostra associazione però, in effetti, anche a noi è giunta voce che hanno chiesto aiuto. Nei fatti non è possibile gestire un meccanismo così complesso senza un database unico per i 27 paesi, che non s'è fatto perchè costava troppo. Prima o poi bisognerà fare dei ritocchi in modo da permettere che il rilascio dei dati richiesti sia fatto proprio dai soggetti che hanno le informazioni giuste. Magari da chi si occupa del trasporto».

 

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