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Certificarsi a zero penali

Non si applicano le penali alle imprese in possesso di un patentino del frigorista che chiedono di cambiare ente. È quanto spiega in una circolare del 20 maggio l’Accredia e invita tutti gli organismi di certificazione a «rivedere le proprie politiche commerciali sollecitando a non applicare penali non previste e, nel caso fossero invece previste, di applicare con la dovuta prudenza queste clausole che potrebbero essere considerate comunque vessatorie o eccessivamente onerose, e quindi un ostacolo alla libera concorrenza».

Con questa nota l’Accredia accoglie i dubbi sollevati da Cna impianti nelle scorse settimane in merito alle indebite richieste di penali che numerosi organismi di certificazione avevano iniziato ad avanzare nei confronti di quelle persone che, già in possesso di certificazione, sceglievano di cambiare ente. Nel documento di prassi Accredia infatti spiega che sono stati segnalati diversi casi «in cui vengono applicate penali per recedere dal contratto di certificazione, che impongono una riflessione sia per la dimensione dell’importo della penale per il recesso anticipato, sia perché tale penale non sarebbe stata prevista inizialmente a contratto». Queste situazioni, prosegue la circolare, «stanno facendo maturare l’intenzione, in capo a varie associazioni datoriali, di procedere per vie legali per difendere gli interessi dei propri associati». La circolare spiega che il ministero dell’ambiente ha comunicato non essere corretto riportare nel tariffario i costi applicati per il recesso anticipato (costi per il trasferimento), trattandosi di una condizione contrattuale, non prevista dall’art 5, comma 1, del dpr n. 43/2012. Questa clausola non è quindi oggetto di approvazione da parte del ministero. L’ente di accreditamento condivide dunque pienamente i dubbi di Cna. Ricordiamo che tutto era partito da una precedente circolare dell’Accredia del 31 marzo 2014 n. 8 nella quale l’ente di accreditamento stabiliva, un onere a carico della persona che voleva trasferire la certificazione di frigorista da un ente all’altro. In sostanza, a una prima lettura del documento di prassi sembrava venir imposto al cliente un onere non previsto dal contratto iniziale né dal tariffario inviato al ministero dell’Ambiente da ogni organismo di certificazione per l’approvazione prevista dall’articolo 5, comma 1, dpr 43/2012. La Cna impianti alla luce della nota del 31 marzo inviava al ministero dell’Ambiente una lettera nella quale chiedeva chiarimenti. Il presidente Nazionale Cna installazione impianti afferma in merito alla nota del 31 marzo che: «Se così fosse, sembra essere stata autorizzata una pratica scorretta che limita la concorrenza tra enti di certificazione – e istituisce un meccanismo penalizzante per le persone certificate che per passare ad altro ente di certificazione sono costrette a pagare un vero e proprio balzello non previsto all’atto della stipula del contratto e, probabilmente, neanche dal tariffario depositato presso il ministero».

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