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Cercasi superesperto in debito

di Stefano Sansonetti  

È la grande scommessa europea del ministro dell'economia, Giulio Tremonti: considerare anche il livello del debito privato, oltre all'entità di quello pubblico, quando si va a valutare il rispetto dei parametri europei da parte di un paese. Eh già, perché l'Italia, oberata da un debito pubblico vicino al 120% del pil, ha invece un debito privato molto basso. Il quale, se opportunamente consolidato con il primo dato, potrebbe restituire in sede europea una situazione dei nostri conti pubblici molto più edulcorata. Che si riesca a ottenere dall'istituzioni comunitarie il via libera a questo tipo di calcolo è tutto da vedere. Per non dire che la prospettiva è molto labile.

In ogni caso il ministero dell'economia, per non sapere né leggere né scrivere, si sta preparando «tecnicamente». Peccato che a via XX Settembre si siano accorti che su questo argomento, appunto quello del rapporto tra debito privato e debito pubblico, non ci sono professionalità ad hoc dentro al ministero. E quindi bisogna andare a pescare un superesperto all'esterno. E così ecco spuntare, nei giorni scorsi, un avviso pubblico proveniente dal Dipartimento del Tesoro guidato da Vittorio Grilli. La premessa, nel documento composto da 3 articoli, non lascia spazio a equivoci: «accertato che nell'ambito del personale in servizio presso l'amministrazione non è disponibile la professionalità ricercata». Chiaro. Per questo motivo, annuncia l'articolo 1, «è indetta una procedura comparativa per il conferimento di un incarico di collaborazione di natura coordinata e continuativa presso la direzione III del Dipartimento del Tesoro, secondo il profilo specificato nell'allegato che costituisce parte integrante del presente avviso».

Se si va, di conseguenza, a vedere cosa dice l'allegato a proposito dell'oggetto della prestazione, si ha più o meno cognizione delle intenzioni del Tesoro: «analisi del processo di riforma della governance economica europea, in corso in sede Ue, con particolare riferimento alla parte correttiva del patto di stabilità relativa all'introduzione di un criterio di riduzione del debito pubblico». Poco dopo l'intenzione è ancora più chiara, perché si spiega che l'attività del superesperto dovrà consistere anche nella predisposizione di contributi analitici, «con riferimento all'analisi dell'andamento del debito pubblico tenendo in considerazione altre grandezze, quali il debito privato, il risparmio, la solidità del sistema bancario». Insomma, abbiamo esposti nel dettaglio tutti gli elementi di cui si compone la grande scommessa di Tremonti.

In effetti, secondo i calcoli più aggiornati, risulta che le famiglie italiane hanno un debito di 524 miliardi di euro, pari al 34% del nostro pil. La Francia, con 942 mld, tocca un livello di quasi il 50%, mentre il Regno Unito, con un indebitamento familiare a 1.605 mld di euro, sfonda addirittura la quota del 100% del pil. Anche Spagna e Germania sono messe peggio di noi: a Madrid il rapporto dei debiti delle famiglie sul pil tocca quota 83,6% (con un indebitamento totale di 896 miliardi di euro), mentre a Berlino il peso dei debiti sul pil è pari al 63,5 per cento.

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