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Il ceo di Lufthansa: «Su Alitalia aspettiamo il nuovo Governo»

Il rincaro del petrolio intacca i profitti dell’aviazione mondiale ma non rovina la festa. La Iata prevede per quest’anno utili netti complessivi pari a 33,8 miliardi di dollari per le compagnie mondiali, in calo rispetto ai 38,4 miliardi stimati sei mesi fa, «a causa dell’aumento dei costi». Incide soprattutto il petrolio. Il Brent è stimato a 70 dollari al barile in media, +27,5% rispetto ai 54,9 dollari del 2017. La Iata ha alzato a 38 miliardi il calcolo dei profitti netti dell’anno scorso, record storico, ottenuto anche grazie a proventi straordinari per crediti d’imposta. Le cifre sono state annunciate da Alexandre de Juniac, direttore generale dell’associazione mondiale che rappresenta l’82% del traffico globale, all’assemblea annuale a Sydney. I profitti attesi quest’anno equivalgono a 7,67 dollari per ogni passeggero (9,27 dollari nel 2017).
I tre commissari di Alitalia sono rimasti a Roma, forse in attesa di indicazioni dal nuovo governo rispetto alla procedura di vendita che è congelata. All’assemblea però c’è interesse sulla sorte della sofferente compagnia, «forse fallita, ma continua a volare», ha rilevato un video della Cnn, «media partner di Iata», ha detto de Juniac. «Alitalia? Non abbiamo novità, aspettiamo il nuovo governo…», ha detto l’ad di Lufthansa, Carsten Spohr, al Sole 24 Ore. Lufthansa è uno dei tre pretendenti che ha presentato un progetto di acquisto (non vincolante) di una parte di Alitalia (gli altri sono easyJet e Wizz Air). Si aspetta che il governo Salvini-Di Maio nazionalizzi Alitalia? «Quello che farà il nuovo governo italiano – ha risposto Spohr – credo sia più importante per l’Europa che per Lufthansa. Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue l’Italia è la terza economia dell’Europa. È fondamentale che rimanga, Francia e Germania da sole non possono tenere in piedi la Ue». C’è interesse anche di Air France-Klm, che ha sempre detto di non aver fatto un’offerta, è in cordata con easyJet. A Sydney il gruppo franco-olandese, nella turbolenza dopo le dimissioni dell’ad, è rappresentato dall’ad di Klm, Pieter Elbers. «Alitalia è un partner importante della joint venture NordAtlantica e di SkyTeam, vogliamo che abbia successo e continuare a lavorare come prima. Cerchiamo una partnership, che non significa un intervento» nel capitale, ha detto Elbers al Sole 24 Ore.
I passeggeri mondiali l’anno scorso sono aumentati dell’8,1% a 4,09 miliardi. «Quest’anno ci aspettiamo una crescita dei passeggeri del 7% e delle merci del 4%», ha detto de Juniac. I profitti più alti sono confermati nel Nord America, 15 miliardi di dollari (in calo dai 18,4 miliardi del 2017), segue l’Europa, con 8,6 miliardi di dollari, in rialzo rispetto agli 8,1 miliardi dell’anno scorso. L’Europa dovrebbe superare l’Asia-Pacifico, i cui profitti sono previsti in calo da 10,1 a 8,2 miliardi.
«Siamo preoccupati per le infrastrutture, c’è una crisi di capacità negli aeroporti e la tendenza alle privatizzazioni è preoccupante», ha sottolineato de Juniac. «Gli aeroporti privatizzati sono più costosi, ma non c’è un miglioramento dei servizi né una maggior efficienza», fa notare de Juniac. La Iata dice che «non è con la privatizzazione che si migliorano gli aeroporti, ci sono altri modi, bisogna creare più concorrenza attraverso la regolamentazione».

Gianni Dragoni

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