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Censimento ai nastri di partenza

di Romano Minardi 

Per la prima volta nella lunga storia dei censimenti, che da sempre costituiscono uno strumento insostituibile per contare persone o cose, il 15° censimento della popolazione dimorante stabilmente in Italia è stato deciso a livello europeo e previsto in tutti gli stati europei. Casualmente, ma non tanto, visto che ha cadenza decennale e che il primo Censimento unitario si è tenuto nel 1861, il 15° coincide anche con il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. La data di riferimento per la rilevazione statistica è stata stabilita per la mezzanotte fra l'8 e 9 ottobre 2011; è quella la data alla quale occorre fare riferimento per la compilazione del questionario relativo al 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni. Il questionario è già in distribuzione da parte delle Poste e molte sono le famiglie che lo hanno già ricevuto; questo sta creando i primi inevitabili problemi, dato che diversi questionari sono stati già compilati e restituiti ai comuni, mentre occorre attendere la data del 9 ottobre, prima di compilare il questionario e, soprattutto, prima di restituirlo ai centri di raccolta. Molte sono le novità che caratterizzano questo Censimento. Oltre alla nuova modalità di consegna dei questionari tramite il servizio postale, la vera innovazione consiste nella possibilità di compilazione del questionario direttamente via web. È la soluzione di gran lunga preferita dall'Istat e dai comuni; l'unica che consente di risparmiare soldi pubblici, semplificando radicalmente la complessa procedura di raccolta dei dati. La criticità di questa soluzione è legata esclusivamente alla scarsa cultura informatica del nostro paese. La sperimentazione del sistema ha dato risultati che qualcuno ha letto positivamente, ma che, a mio parere, è addirittura sconfortante: appena il 9%, circa, delle famiglie ha compilato il questionario tramite web, a fronte di percentuali molto superiori realizzate da altri paesi europei. Ovvio, quindi, che si dedichi un impegno notevole nel tentativo di aumentare la percentuale registrata a livello sperimentale.

L'Istat ha messo in campo un'intensa campagna promozionale mirata in primo luogo a tranquillizzare la popolazione circa le finalità esclusivamente statistiche del Censimento che garantisce il rispetto dell'anonimato dei dati raccolti e la privacy delle persone; in secondo luogo, con la necessaria collaborazione degli Uffici provinciali di Censimento, istituiti presso le prefetture, e degli Uffici comunali, sta sollecitando azioni dirette ad incentivare la compilazione on line, mediante il coinvolgimento delle scuole, dei patronati sindacali, delle associazioni di categoria e delle stesse aziende pubbliche e private. In particolare, l'Istat, il ministero dell'interno e della funzione pubblica sono intervenuti ufficialmente, con apposita circolare, proponendo a tutte le pubbliche amministrazioni di consentire al proprio personale la compilazione per via informatica del questionario anche durante l'orario di lavoro. Una sollecitazione forte che dimostra quanto sia ritenuto importante l'utilizzo della modalità di compilazione via web. Naturalmente, per chi non sia in grado o non voglia utilizzare la modalità di compilazione via web, esistono altre due possibilità di consegna del questionario compilato in modalità tradizionale cartacea: la consegna ai punti di raccolta appositamente istituiti dai comuni e presidiati da funzionari in grado di fornire informazioni e chiarimenti; la consegna, in busta chiusa, agli uffici postali. Quest'ultima modalità è fortemente osteggiata e sconsigliata dalla maggior parte dei comuni, soprattutto quelli di minori dimensioni, in quanto risulterà la più dispendiosa, oltre a non garantire il cittadino dalla possibilità di ricevere una visita da parte del rilevatore comunale, in caso di compilazione errata o incompleta del questionario.

Va detto che non tutte le famiglie riceveranno il questionario tramite servizio postale; le famiglie che hanno cambiato residenza fra il 1° gennaio e il 9 ottobre 2011, così come le persone senza fissa dimora, riceveranno la tradizionale visita di un rilevatore inviato dal comune, munito di cartellino identificativo, che consegnerà il questionario e provvederà al successivo ritiro, qualora lo stesso non sia stato consegnato direttamente dall'interessato al punto di ritiro comunale. È presumibile che qualche cittadino non intenda compilare il questionario e opponga un rifiuto anche al rilevatore inviato appositamente al fine di recuperare i questionari non restituiti. Occorre precisare che sussiste l'obbligo di risposta e la sanzione per la violazione di tale obbligo, disciplinata dagli articoli 7 e 11 del dlgs n. 322/89 e successive modificazioni, è piuttosto pesante: va da una misura minima di euro 206 ad una misura massima di euro 2.065.

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