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Cedole ferme per 6,2 mld

L’importo dei dividendi sospesi dalle banche ammonta a 6,2 miliardi di euro per il solo esercizio 2019: è quanto emerge dall’indagine di Mediobanca sulle principali società italiane, che comprende 406 istituti di credito. Il dato riflette uno degli effetti dell’emergenza Covid con l’emanazione, da parte della Bce prima e di Bankitalia poi, della raccomandazione di congelare il pagamento delle cedole 2019 e 2020 e di non realizzare buyback.

Intanto, nel 2019, Unicredit e Generali rimangono in vetta, l’una per totale attivo tangibile e l’altra per premi lordi, nelle rispettive classifiche delle banche top 20 e delle prime dieci compagnie assicurative. Nel banking l’istituto guidato dall’a.d. Jean Pierre Mustier e Intesa Sanpaolo guidano la classifica rispettivamente con 852,8 e 806,9 miliardi di totale attivo tangibile. Ca’ de Sass è però destinata al podio di primo gruppo italiano dopo l’opas su Ubi. A seguire, con ampio scarto, Cassa depositi e prestiti (385,8 mld) e Banco Bpm (165,8 mld).

Per quanto riguarda gli utili, Intesa è al primo posto con 4,2 miliardi, seguita da Unicredit (3,37 mld), Cdp (2,7 mld), Mediobanca (0,8 mld) e Banco Bpm (0,8 mld). In perdita, invece, Mps (-1 mld). Circa la qualità del credito, dopo il picco del 2015 (198 miliardi), a fine 2019 la massa dei crediti deteriorati netti ammontava a 64 miliardi, in diminuzione del 25,6% rispetto all’anno precedente, che fa seguito al -28% medio del biennio precedente.

Nell’universo assicurativo Generali mantiene un dominio assoluto con premi lordi pari a 68,2 miliardi, grazie alla struttura multinazionale. Seguono Poste vita (18 mld) e Unipol gruppo (13,9 mld).

Rimanendo in campo finanziario, oltre a dominare nell’industria, Enel è prima nella classifica delle holding italiane per investimenti finanziari con 53,8 miliardi, precedendo Ferrovie dello stato (48 mld). Più indietro Atlantia a 16,6 mld. Tra le sim, a dominare la classifica per margine di intermediazione è Sanpaolo Invest sim, unica società a superare i 100 milioni (143,5), seguita da Cordusio sim (69,9 mln) ed Equita sim (53 mln). Unicredit Leasing guida invece la classifica delle 29 società di leasing per attivi per locazione. Findomestic banca è in testa alle società di factoring e credito al consumo, con crediti finanziari per 19 miliardi di euro davanti a Fca Bank (16,6 mld).

La classifica dell’industria è dominata per fatturato dai grandi gruppi energetico-petroliferi pubblici: Enel è prima con 77,4 miliardi di euro, seguita da Eni (69,9 mld) e Gse (29,7 mld). Il gruppo guidato dall’a.d. Francesco Starace torna in vetta dopo il sorpasso di Eni, ristabilendo la supremazia del biennio 2016-2017: è il maggiore produttore italiano di energia elettrica e il secondo in Europa dietro la francese Edf. Il Cane a sei zampe ha accusato il calo del prezzo del greggio. Gse, società pubblica che svolge attività di compravendita di energia elettrica, precede Fca Italy. Seguono Telecom Italia e Edizione dei Benetton (16,8 miliardi, +43,2%) grazie al consolidamento del gruppo spagnolo Abertis per l’intero esercizio. Quindi Leonardo con 13,8 miliardi (+12,6%), Ferrovie dello stato, Prysmian e Saras. Nove delle prime 20 società appartengono al settore energetico, sei alla gestione di infrastrutture o ai servizi e cinque alla manifattura. Nove gruppi sono a proprietà pubblica, sette a controllo straniero.

Infine, Enel si conferma campione per debiti finanziari, con una consistenza a fine 2019 pari a 62 miliardi, ma anche di utili, con 7 mld nel biennio 2018-2019. Seguono, nella classifica degli utili, Eni (4,3 mld) e Poste (2,7 mld).

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