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Cedolare, strada in salita per i ritardatari

Disco rosso alla possibilità di correggere, con il ravvedimento, la registrazione di un contratto di locazione effettuata senza l’opzione per la cedolare secca. Mentre l’inasprimento del prelievo sugli affitti “ordinari” dal 1° gennaio 2013 aumenta la convenienza relativa della tassa piatta, le Entrate – con la circolare 47/E/2012 – chiariscono che la sanatoria degli effetti delle opzioni non comunicate (la cosiddetta remissione in bonis), prevista nell’articolo 2 del Dl 16/2012, non è ammissibile nel regime della cedolare se il contribuente ha già versato l’imposta di registro.
La normativa transitoria
Per il primo anno di applicazione della cedolare, con riferimento ai contratti già registrati al 7 aprile 2011, si è disposto che la scelta dovesse essere manifestata in sede di compilazione del modello Unico 2012. Con la circolare n. 20/E del 2012, l’Agenzia ha in proposito confermato che sino allo scorso 1° ottobre era possibile inviare la lettera raccomandata all’inquilino e così entrare nel regime sostitutivo dell’Irpef con effetto retroattivo per tutto il 2011, anche in mancanza di pagamento degli acconti di cedolare.
La disciplina a regime
A regime, l’opzione deve essere esercitata in sede di registrazione del contratto o della proroga del contratto o in occasione della scadenza del rinnovo del pagamento dell’imposta di registro relativa a una qualsiasi delle annualità successive. Il comportamento concludente consiste nella presentazione del modello Siria o del modello 69, senza pagamento di imposta di registro, e nella previa spedizione della lettera raccomandata all’inquilino, con la quale si rinuncia agli aggiornamenti contrattuali.
Non ha invece alcuna rilevanza il regolare versamento degli acconti per l’anno in corso, salva ovviamente l’applicazione delle sanzioni di legge. Ne deriva che il contribuente che ha scelto la cedolare con la presentazione di questi moduli potrebbe anche omettere del tutto il versamento dell’imposta sostitutiva, senza perdere il diritto a beneficiarne.
I casi affrontati nella suddetta circolare n. 47 hanno riguardato: e la registrazione in ritardo del contratto; r la registrazione del contratto nei termini senza esercizio dell’opzione; t l’incidenza della disciplina sulla remissione in bonis di cui all’articolo 2, Dl n. 16/2012;
La registrazione in ritardo
Il documento di prassi conferma quanto già precisato in proposito nella circolare n. 26/E del 2011. Si ribadisce pertanto che è possibile scegliere la cedolare in sede di registrazione tardiva del contratto. Naturalmente, prima di provvedere alla registrazione, occorrerà ricordarsi di trasmettere la comunicazione all’inquilino. Nella circolare 47 si afferma peraltro che l’opzione è possibile ricorrendo al ravvedimento, mentre nel documento n. 26 la scelta sembrava sempre ammissibile, anche al di fuori di tale istituto.
La registrazione nei termini senza opzione
Secondo le Entrate non è possibile, in linea di principio, sanare il mancato esercizio dell’opzione dopo l’avvenuta registrazione del contratto e, in generale, dopo il decorso del termine di legge. In tali ipotesi, la scelta non potrà che applicarsi per l’annualità contrattuale successiva. Così, ad esempio, nel caso di un contratto sottoscritto il 1° gennaio e registrato il 22 gennaio di quest’anno senza aver espresso l’opzione, non potrà porsi rimedio all’omissione per l’annualità in corso, neppure in sede di ravvedimento. Le medesime considerazioni valgono se entro la scadenza del rinnovo dell’imposta di registro in una qualsiasi delle annualità contrattuali non si sia manifestata la volontà di entrare nel regime sostitutivo. Si torna così alla tesi tradizionale delle Finanze secondo cui, nell’ambito delle manifestazioni di volontà, il ravvedimento è inefficace.
La remissione in bonis
Le Entrate inoltre chiariscono che è possibile avvalersi della sanatoria dei ritardi negli adempimenti di natura formale (articolo 2, Dl 16/2012), solo a condizione che la volontà di optare per la cedolare fosse inequivocabile al momento di esecuzione dell’onere di legge. Questo significa in pratica che, al momento della prima registrazione ovvero della scadenza del rinnovo del pagamento annuale dell’imposta di registro, il contribuente: e non deve aver pagato l’imposta di registro, e r deve aver spedito, ove prescritto, la lettera di rinuncia agli aggiornamenti contrattuali.

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