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Cedolare secca al debutto nel 730

di Maurizio Bonazzi 

La cedolare secca approda nel 730/2012 portandosi dietro una serie di dubbi che neppure le istruzioni al modello, ancorché in bozza, aiutano a risolvere. Anzi, per certi versi, ne aggiungono di ulteriori. Viene infatti previsto che, a prescindere dalla circostanza che il contribuente possa aver già espresso l'opzione per il regime di tassazione alternativo, nel quadro B dovrà in ogni caso essere barrata la casella «opzione cedolare secca». Crocetta che dovrà essere apposta anche da coloro che intenderanno esprimere la scelta per la cedolare con la dichiarazione dei redditi, non avendo avuto la possibilità di farlo in sede di registrazione o di proroga del contratto.

Restano così tutte le perplessità sollevate dalla circolare n. 26/E dell'1/6/2011 con la quale l'Agenzia delle entrate ha affermato che l'opzione da esercitarsi con il 730 o con Unico sarà efficace solo se, entro il termine previsto per il pagamento dell'acconto della cedolare (6 luglio o 5 agosto 2011), il contribuente ha comunicato al proprio inquilino, mediante raccomandata, la rinuncia agli aumenti contrattualmente previsti.

Sul versante della revoca va invece rilevato come, a tutt'oggi, manchi ancora all'appello il provvedimento dell'Agenzia delle entrate che dovrebbe disciplinare le modalità di fuoriuscita dal regime della cedolare. Unica certezza è il restyling del quadro B dei fabbricati, per il quale sono stati previsti campi e codici nuovi.

Il nuovo quadro dei fabbricati. Proprio per consentire l'ingresso della cedolare secca, il quadro B del nuovo modello 730 è stato modificato in entrambe le sezioni. Nella prima vengono introdotte due nuove colonne: una (la 5) accoglie il «codice canone»; l'altra (la 11), denominata «opzione cedolare», dovrà essere barrata in tutti i casi in cui il contribuente applichi la cedolare, a prescindere dalla circostanza che l'opzione sia stata esercitata in sede di registrazione del contratto (SIRIA o modello 69), o di proroga (modello 69), oppure venga espressa con la dichiarazione dei redditi (non essendo stato possibile farlo con le predette modalità). È il caso dei contratti di durata non superiore a trenta giorni complessivi nell'anno per i quali, in caso di applicazione della cedolare, oltre al codice 3 da inserire nella colona 5 e alla barratura della colonna 11 della prima sezione occorre apporre una crocetta anche nella colonna 7 della sezione seconda.

Per l'applicazione della relativa aliquota (19 o 21%) risulterà fondamentale il «codice utilizzo» che verrà inserito in colonna 2. In caso di contratti a canone libero (cod. 3) o ad equo canone (cod. 4) il 100% del canone (colonna 6) verrà assoggettato ad aliquota del 21%. Diversamente, in caso di contratti convenzionati riguardanti immobili ubicati in comuni ad alta densità abitativa (cod. 8), compresi quelli locati a studenti universitari (sempre cod. 8), l'intero importo del canone andrà applicata l'aliquota del 19%.

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