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Cedolare, ok ai ritardatari

Tempi supplementari per chi non ha versato l’acconto 2011 sulla cedolare secca. La circolare 4 giugno 2012 n. 20/E, infatti, ha chiarito che per tutti i contratti, non solo per quelli già registrati o prorogati al 7 aprile 2011, il mancato pagamento dell’acconto 2011 può ancora essere sanato tramite il ravvedimento operoso o comunicando alle Entrate di considerare parte dell’acconto Irpef 2011 come acconto della cedolare secca.
Gli acconti 2011 di quest’ultima non potevano essere calcolati applicando il criterio storico, ma dovevano essere applicate le regole previste dall’articolo 7, del provvedimento 7 aprile 2011 (tra le quali, ad esempio, c’era l’esenzione dell’acconto per i contratti decorrenti dal 1° novembre 2011). La circolare ha ricordato che per il ravvedimento operoso si utilizzano il codice tributo 1992 per gli interessi e l’ 8913 per le sanzioni. Per effettuare correttamente i calcoli, si ricorda che il tasso di interesse legale era del l’1,5% fino alla fine del 2011 e del 2,5% da inizio 2012. Inoltre, per il 2011, il primo acconto della cedolare secca era pari al 40% del 68% dell’intera imposta dovuta per il 2011 e il secondo era pari al 60% del 68 per cento.
Non è necessario versare con ravvedimento acconto, sanzioni e interessi, però, se è stata versata un’Irpef in acconto 2011 superiore a quella dovuta (applicando il metodo storico o quello previsionale). È sufficiente presentare un’istanza in carta libera all’agenzia delle Entrate per sostituire questo codice tributo con quello della cedolare, seguendo la procedura indicata nella circolare 21 gennaio 2002, n. 5/E. Il chiarimento è contenuto nella circolare 20/E/2012, la quale non pone alcun limite a questa correzione. Gli uffici periferici delle Entrate, quindi, dovranno accettare di cambiare anche parte degli importi pagati come acconto Irpef, per trasferirli alla cedolare (si veda Il Sole 24 Ore del 26 maggio 2012).
La circolare parla di «medesima soluzione» anche nei casi in cui l’acconto Irpef sia stato trattenuto e versato nell’ambito dell’assistenza fiscale. Si ritiene che per «medesima soluzione» si faccia riferimento non solo alla possibilità di far trasferire dal Caf o dall’intermediario abilitato il maggior versamento dell’acconto Irpef ad acconto della cedolare secca, ma anche alle modalità di questa soluzione. Resta quindi necessario l’invio dell’istanza alle Entrate per comunicare il cambio, non del codice tributo del modello F24 versato dal contribuente, ma dell’imposta in precedenza trattenuta e versata dal sostituto d’imposta.
Questi chiarimenti sono applicabili anche nei casi di versamento dell’acconto della cedolare secca non dovuto, corrispondente ad un carente acconto Irpef.
Nella stessa circolare l’Agenzia consente di sanare molti degli adempimenti che erano richiesti lo scorso anno ai contribuenti, per contratti già registrati o prorogati al 7 aprile 2011, anche nei casi in cui nel 2011 non sia stato effettuato alcun adempimento per la stessa.
Se si desidera rinnovare l’opzione per l’annualità che decorre dal 2012, non è necessario inviare una nuova comunicazione al conduttore per rinunciare all’aggiornamento del canone, ma l’opzione deve essere espressa con il modello 69, entro il termine di pagamento dell’imposta di registro che sarebbe dovuta per tale annualità ed esplica effetti per la residua durata del contratto (circolare 26/E/2011, esempio 10).
La circolare 1° giugno 2011, n. 26/E aveva chiarito che non è necessario presentare alcun documento alle Entrate per effettuare l’opzione per la cedolare secca per i contratti in corso al 7 aprile 2011, per i quali a questa data era già stata effettuata la registrazione e per quelli prorogati prima del 7 aprile 2011, per i quali sempre a questa data era già stato eseguito il versamento dell’imposta di registro. Come previsto dal provvedimento 7 aprile 2011, punto 6.2, infatti, l’applicazione del nuovo regime di tassazione può avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi da presentare quest’anno per i redditi 2011 (solo per l’annualità scadente nel 2011, oppure solo per quella che decorre dal 2011 e scade nel 2012 ovvero per entrambe). In generale, però, l’opzione non ha effetto in caso di mancanza della preventiva raccomandata al conduttore di rinuncia degli aggiornamenti del canone (articolo 3, comma 11, decreto legislativo n. 23/2011). Per questo motivo, la circolare 4 giugno 2012, n. 20/E ha chiarito che, per questi contratti, la raccomandata deve ritenersi tempestiva, anche se «inviata entro il 1° ottobre 2012, termine di presentazione della dichiarazione dei redditi 2011 (da osservare anche nell’ipotesi in cui il locatore presenti il modello 730)».

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