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Cedolare day in fila allo sportello

di Valerio Stroppa e Cristina Bartelli 

Boom di richieste agli sportelli dell'Agenzia delle entrate nel «cedolare day». Nell'ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei contratti di locazione in nero e per la registrazione di quelli per i quali scadevano i termini dopo il 7 aprile, gli uffici territoriali delle Entrate hanno lavorato a pieno regime. La grande maggioranza dei contribuenti, pur avendo a disposizione il software telematico Siria, ha tuttavia preferito sottoporsi a lunghe file agli sportelli. Le code, in realtà, si erano registrate già nei giorni scorsi. Ma a rallentare l'attività degli uffici ci sono state anche, in molti casi, le domande dei cittadini in ordine alla convenienza dell'applicazione del regime della cedolare secca, trasformando quindi l'erogazione del servizio in una richiesta di consulenza. Sportelli a pieno ritmo in Lombardia, dove nei casi degli uffici di Milano 1 e Milano 6 sono stati riservati alla cedolare secca degli sportelli aggiuntivi oltre quelli dedicati alla attività quotidiana. «Da domani», ha commentato ieri Carlo Palumbo, direttore regionale delle Entrate, «l'assistenza continuerà con l'impegno straordinario di questi giorni e fino a quando ce ne sarà bisogno». Il boom delle registrazioni secondo Palumbo fa ben sperare che nei numeri si possa leggere anche una consistente emersione degli affitti in nero: «Il significativo incremento può farci dedurre che siamo in presenza di valori di emersione dal nero». A corroborare il rilevante aumento dei flussi di questi giorni, c'è il numero di registrazioni tramite modello 69 (che va utilizzato, oltre che nei casi in cui non è possibile registrare il contratto tramite Siria, nelle ipotesi diverse dalla registrazione, come proroga, risoluzione ecc.): nella sola Milano ha fatto segnare circa 1.000 opzioni. Sportelli ad hoc anche in Emilia-Romagna. «A Bologna abbiamo risposto al lavoro extra di questi giorni istituendo 14 sportelli dedicati», commenta il direttore regionale dell'Agenzia, Antonino Gentile, «l'affluenza maggiore si è registrata nelle giornate di venerdì e di oggi (ieri, ndr). L'interesse dei contribuenti è stato forte e testimonia che la campagna informativa svolta si è rivelata efficace». La direzione regionale nel mese di maggio ha dedicato al tema della cedolare diverse iniziative di comunicazione, sia televisiva che editoriale, nonché un ciclo di incontri con le associazioni di categoria e con i professionisti. Una scelta analoga a quelle operate dalle direzioni regionali di Piemonte e Veneto. Quest'ultima, peraltro, avvierà un ciclo di incontri con gli operatori professionali (agenti immobiliari, rappresentanti della piccola proprietà edilizia ed esponenti dei Caf) in tutte le province.

«Tenuto conto che contemporaneamente scadevano sia il termine per la regolarizzazione sia quello per la registrazione un congestionamento degli uffici è fisiologico», spiega Giorgio Spaziani Testa, segretario generale di Confedilizia, «riguardo al tema delle numerose richieste sulla convenienza della cedolare, è evidente che le valutazioni vanno effettuate caso per caso. Le nostre associazioni territoriali hanno lavorato molto in tal senso, anche mediante l'utilizzo di un apposito software per i calcoli. Di certo, a parte i casi eclatanti dei redditi più elevati, i contribuenti che si posizionano nelle aliquote Irpef centrali dovevano attentamente considerare la propria posizione, specie alla presenza di deduzioni, detrazioni, addizionali regionali e comunali, tipo di contratto e aggiornamento Istat (che viene meno in caso di opzione)». «La registrazione di un contratto di locazione attraverso la presenza fisica del cittadino subiva un endemico rallentamento anche prima che arrivasse la cedolare», evidenzia Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, «a causa dell'elevato carico di lavoro degli uffici delle Entrate, e a maggior ragione ciò si è verificato a ridosso della scadenza. Restano poi alcuni dubbi operativi che complicano le valutazioni di convenienza». Per esempio la possibile configurazione dell'attività di impresa in caso di affitti plurimi. «Non è la quantità degli alloggi in proprietà, né la modalità della loro amministrazione,a determinare la natura di attività di impresa riferita al locatore», sostiene Colombo Clerici, «e nemmeno si può demandare a una legge regionale, come qualche interprete si è lasciato andare ad ipotizzare, la definizione della qualità di imprenditore: ciò in quanto la materia non rientra nella sfera della potestà legislativa regionale».

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