Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cedolare, acconto previsionale

di Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani  

L'acconto 2011 della «cedolare secca» non fa venire meno l'obbligo dell'anticipo delle imposte sui redditi, sulle medesime unità alle quali si applica l'imposta sostitutiva.

Infatti, la riduzione degli acconti irpef dovuti per l'anno 2011 può essere legittimamente operata dal contribuente, ma solo su base «previsionale».

Ciò può comportare, in caso di errori nella riduzione degli stessi, l'esposizione del contribuente alle sanzioni ordinariamente previste dalle vigenti disposizioni per le ipotesi di omesso o insufficiente versamento delle somme dovute in acconto.

Dalla lettura del recente e atteso provvedimento dello scorso 7 aprile, preannunciato con il comunicato del 6 aprile (Italia Oggi, 7 e 8/04/2011) e dal dlgs n. 23/2011 non vi sono, almeno per ora, disposizioni che esonerano i contribuenti dal versamento degli acconti Irpef e delle relative addizionali sui redditi da locazione per i quali si decide, con decorrenza dall'anno 2011, per l'applicazione della nuova imposta sostitutiva, introdotta dal dlgs n. 23/2011.

Nel 2011 si potrebbe, infatti, avere un doppio versamento in acconto sul medesimo reddito da locazione; una volta in misura pari all'85% dell'imposta cedolare complessivamente dovuta ed una seconda volta a titolo di Irpef e addizionali sulla base del «metodo storico» emergente dalla dichiarazione dei redditi.

Risulta fin troppo ovvio che il contribuente può «autoridursi» l'acconto delle imposte sui redditi, in considerazione del fatto che nel 2011 i redditi da locazioni abitative non concorreranno alla formazione del reddito complessivo imponibile, ma è altrettanto ovvio che un errore in tale autoriduzione può costare caro e comportare l'applicazione delle sanzioni in misura pari al 30%, oltre interessi, sulle minori somme a tale titolo versate.

Continuano, dunque, ad emergere nuove implicazioni dall'introduzione del nuovo regime dell'imposta sostitutiva che devono essere gestite con particolare attenzione.

Le soluzioni al problema possono essere più di una.

In primo luogo, si potrebbe optare per il rinvio circa la decisione della riduzione degli acconti Irpef 2011 alla seconda rata del versamento da effettuarsi, nella misura del 60% del totale, entro il 30/11/2011.

In quella sede, infatti, il contribuente può avere maggiori certezze circa l'entità del reddito Irpef complessivo ed i rischi riconducibili all'autoriduzione dell'acconto potrebbero essere di conseguenza estremamente ridotti.

In secondo luogo, si potrebbe comunque optare per il versamento degli acconti Irpef su base storica, contando comunque sul fatto che se il reddito complessivo 2011 sarà minore di quello 2010, l'eventuale credito Irpef potrà tranquillamente essere utilizzato anche in compensazione della stessa cedolare secca che si renderà dovuta a titolo di saldo.

Per quanto concerne il profilo sanzionatorio, come anticipato e in assenza di chiarimenti specifici sul punto evidenziato, è opportuno ricordare che l'omesso, carente o tardivo versamento degli acconti da parte del contribuente determina l'applicazione di specifiche sanzioni, le quali possono essere ridotte soltanto nel caso in cui sia lo stesso contribuente ad attivarsi tempestivamente per rimediare al proprio inadempimento, attraverso l'utilizzo dell'istituto del cosiddetto «ravvedimento operoso».

Di conseguenza, nel caso di specie e in assenza degli auspicati chiarimenti sul tema dell'obbligo o meno del versamento dell'acconto Irpef 2011 riferibile alle unità immobiliari per le quali trova l'applicazione l'imposta sostitutiva (cosiddetta «cedolare secca»), in caso di omesso, insufficiente o ritardato versamento degli acconti si rende applicabile la sanzione amministrativa pari al 30% dell'importo non versato o versato in ritardo oltre agli interessi, di cui all'art. 20, dpr n. 602/73.

In alternativa il contribuente potrà, di propria iniziativa e, necessariamente, prima che si siano verificati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, utilizzare le disposizioni di cui all'art. 13, dlgs n. 472/97, recanti la disciplina del «ravvedimento operoso», con la riduzione della sanzione, modulata in base al termine breve (entro i 30 giorni) o lungo (oltre 30 giorni ed entro il termine di presentazione della dichiarazione in cui la violazione è stata commessa), con applicazione delle nuove entità (in rialzo, rispettivamente al 3 e al 3,75%), in vigore dallo scorso 1° febbraio, oltre agli interessi moratori al tasso legale, con maturazione giorno per giorno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa