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Cedola più ricca per Banca ifis

Banca Ifis ha realizzato nel 2019 un utile netto consolidato di 123,1 milioni di euro, in calo del 16,1% su base annua per effetto del contributo della componente straordinaria. L’utile per azione è stato pari a 2,30 euro. Il dividendo unitario stimato risulta in crescita del 5% rispetto al 2018 e ammonta a 1,10 euro per azione, con un esborso complessivo di 58,8 milioni di euro e un payout del 47,8%.

La redditività complessiva consolidata è ammontata a 133,5 milioni, in linea con l’esercizio precedente. Il margine di intermediazione ha subìto un rallentamento del 3,2% a 558,3 milioni, mentre risultano in aumento la raccolta diretta a 4,8 miliardi di euro (+8,3%) e i costi operativi a 294,9 mln (+7,9%). Il Cet 1 (senza il consolidamento in La Scogliera) si è posizionato al 14,28% dal 13,74% del 2018 (10,96% includendo La Scogliera), confermandosi al di sopra del requisito Srep dell’8,12%.

«Banca Ifis è una banca profittevole e ben capitalizzata, con un patrimonio netto di 1,5 miliardi di euro», ha sottolineato l’amministratore delegato Luciano Colombini. «Vantiamo un buon posizionamento di mercato, con un importante vantaggio competitivo e un business model diversificato in due divisioni core: il segmento Commercial e corporate banking, focalizzato sulle pmi, e quello dei crediti deteriorati (Npl). Anche quest’anno proponiamo ai nostri azionisti un dividendo in crescita, a conferma della solidità della banca che consente, ancora una volta, di soddisfare chi ha deciso di investire in Banca Ifis».

Colombini ha spiegato che l’avvio del 2020 è stato in linea con le aspettative sotto il profilo finanziario, confermando tutti i target. Tra le novità emerse c’è la pipeline di acquisti di Npl, previsti per il primo semestre, pari a 1,5-2 miliardi di euro. «Nel 2019 abbiamo acquistato Npl per 2,9 miliardi in termini di gross book value, in linea con i nostri obiettivi. Abbiamo completato 21 acquisizioni con 15 diverse controparti, per un totale di oltre 230 mila posizioni di debito nei mercati primari e secondari. Nel 2019 l’incasso è stato di 258 milioni, sostanzialmente in linea con il contributo economico di 248 mln. In ogni mese il recupero di liquidità è stato superiore alle proiezioni dei modelli interni».

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