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Cedola da 200 milioni per i soci della Ferrari

L'assemblea degli azionisti Ferrari, sotto la presidenza di Luca di Montezemolo, ha deciso ieri la distribuzione di un dividendo di 200 milioni; i soci hanno anche approvato il bilancio 2010, i cui numeri erano già stati resi noti un mese fa: aumento del 7,9% del fatturato a 1.919 milioni di euro, crescita del 26,9% per il risultato della gestione corrente a 302,7 milioni, Ros del 15,8 per cento. La posizione finanziaria netta industriale a fine anno era positiva per 630,8 milioni. L'utile di gestione generato dalla Ferrari è stato pari nel 2010 a 303 milioni, ovvero quasi il 16% dei ricavi e pari a un terzo di quello dell'intera attività automobilistica del gruppo torinese (934 milioni).

Il 2010 si è chiuso per il Cavallino rampante con un record di vendite, grazie alle 6.573 vetture consegnate (+5,4% sul 2009); alla crescita in Asia (+43% in Cina) si aggiunta la ripresa del Nord America (Stati Uniti e Canada) che si conferma il primo mercato della casa di Maranello con una quota del 26% di vendite. È di questi giorni la notizia che le prenotazioni della FF a quattro ruote motrici hanno già esaurito la quota di produzione prevista per il primo anno, pari a 800 vetture. E domenica a Melbourne ricomincia il campionato mondiale di Formula Uno, che come ogni anno vede la rossa fra i pretendenti al titolo.

All'ordine del giorno dell'assemblea di ieri era anche la nomina dei consiglieri di Amministrazione per il 2011-2013. Sono stati confermati tutti gli attuali amministratori: Luca di Montezemolo, Piero Ferrari, Amedeo Felisa, Khaldoon Khalifa Al Mubarak, Alfredo Altavilla, Alessandro Gianni Baldi, Diego della Valle, Christopher Gent, Sergio Marchionne, Paolo Monferino, Lindsay Owen-Jones, Marco Piccinini e Sergio Pininfarina. Al termine dell'assemblea si è riunito il consiglio d'amministrazione che ha confermato Luca di Montezemolo presidente, Piero Ferrari vice presidente ed Amedeo Felisa amministratore delegato.

I soci della casa di Maranello sono la Fiat, con il 90% del capitale, e Piero Ferrari con il restante 10 per cento. Proprio nei giorni scorsi (si veda il Sole 24 Ore del 17 marzo scorso) la Fiat ha perfezionato, pagando in contanti 122,4 milioni di euro, il riacquisto della quota del 5% che era stata ceduta alla finanziaria Mubadala (l'opzione call per il riacquisto era già stata esercitata l'anno scorso).

 

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