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Cedibili tutti i crediti fiscali

Il governo sta lavorando per estendere a tutti i crediti fiscali vantati dalle imprese il sistema di trasferimento e cessione dei bonus legati al recupero edilizio, ampliando il meccanismo messo in campo per il superbonus del 110%. In questo modo contiamo di amplificare il flottante finanziario, sostenere la ripresa e favorire il rilancio degli investimenti». Di più: «Riformeremo il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, che diventerà Cipes, guadagnando anche la s di sostenibilità. E, con una nuova direttiva, introdurremo dal primo gennaio 2021 parametri atti a misurare la sostenibilità economica, ambientale, energetica e sociale degli investimenti pubblici, che andremo a finanziare»: lo ha dichiarato ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio, con delega alla programmazione economica e agli investimenti, Mario Turco. Turco è intervenuto al webinar organizzato da Re Mind Filiera Immobiliare, sulle «buone pratiche per lo sviluppo economico, resiliente e sostenibile», messe in campo da tutte le professionalità che ruotano attorno al mondo degli immobili, assieme a banche e assicurazioni. Il sottosegretario ha aperto anche alla possibilità di estendere, ulteriormente, il ventaglio di interventi finanziati col superbonus, qualora i risultati dell’agevolazione dovessero essere efficaci; l’ipotesi al vaglio dell’esecutivo e sostenuta dalla filiera è che venga ampliato l’accesso all’eco-bonus anche ai cosiddetti «grandi proprietari di immobili»: banche, assicurazioni, fondi d’investimento, social housing, immobili ecclesiastici, attività alberghiere. «Il governo continua a incentivare, a fronte della crisi sanitaria ed economica, politiche di investimento per attrarre capitali per lo sviluppo e la messa in sicurezza del territorio, delle nostre città, degli immobili e dei relativi impianti. In quest’ottica la filiera immobiliare è di grande rilevanza in quanto motore dell’economia», ha detto in proposito Turco.

Le parole dell’esponente di governo, dicevamo, hanno caratterizzato un appuntamento gettonato dai principali player bancari, finanziari, assicurativi e delle costruzioni, che animano la filiera. Alla fine, ne è emersa una sostanziale comunità di intenti nel voler rappresentare la sinergia tra i tre asset – credito, assicurazioni e immobiliare – come acceleratore per la ripresa.

A organizzare il webinar è stato il presidente di Re Mind, Paolo Crisafi, capace di radunare attorno a un tavolo (virtuale), Dario Focarelli (direttore generale Ania), Angelo Peppetti (referente Abi per il credito immobiliare e ai consumatori), Marco Mari (vicepresidente Gbc Italia) e alcuni tra i principali esponenti del mondo economico, bancario e assicurativo: Anna Roscio e Marco Vecchietti di Intesa Sanpaolo (rispettivamente direttore esecutivo sales e marketing imprese, e ad di Rbm Salute); Dominique Clair (ad Generali Investements holding); Matteo Faissola (responsabile commerciale Banco Bpm); Francesca De Sanctis (ad De Sanctis costruzioni) e Alessio Parolari (direttore sviluppo Vitali); Stefano Maturi (vicepresidente real estate Europe JP Morgan); Dario Castiglia e Marco Canale (presidenti, rispettivamente , di Re Max Italia e Value Italy sgr); Magda Antonioli (Enit); Walter Villa (Aig Europe) e Filippo Volpe (Istituto bancario del lavoro). A chiusura dei lavori è intervenuto anche Andrea Gori, infettivologo del Policlinico di Milano, che ha tracciato un quadro preoccupante dell’evoluzione della pandemia nel capoluogo lombardo, con un forte incremento dei contagi asintomatici tra gli adolescenti, che si riverbera a cascata in famiglia nella fascia di età tra i 40 e i 50 anni. Ma andiamo con ordine.

Su un piano più generale, Focarelli di Ania ha sottolineato che: «La partnership tra stato e assicurazioni, così come la sinergia tra investimenti pubblici e privati, può migliorare». Poi ha denunciato «un crollo nella capacità di raccolta delle imprese assicurative, specie sul fronte risparmio, nella fase pandemica; impasse superata senza ricorrere a interventi normativi e regolatori europei». In merito al superbonus, Focarelli ha detto che Ania «guarda con favore allo strumento e molte imprese assicurative si sono offerte alla clientela per facilitare il processo di fruizione dell’agevolazione, offrire adeguate garanzie ai professionisti (sul fronte delle asseverazioni, ndr), immettere liquidità nel sistema attraverso l’acquisto dei crediti d’imposta». Di più: «La misura è importante», ha ribadito il dg Ania, «e sarebbe utile estenderla dal punto di vista temporale e anche agli investitori istituzionali. Che, in casi come il nostro, proteggono le pensioni integrative, rivestendo una funzione sociale». Idem sul versante riqualificazione degli immobili ai fini antisismici: «Sono temi chiave per difendere la popolazione dalle calamità, che affrontiamo con Re Mind, anche per favorire la valorizzazione degli investimenti in real estate», ha concluso Focarelli.

Angelo Peppetti ha sottolineato che per Abi: «E’ fondamentale che venga tenuto costante il valore dell’immobile in garanzia e Re Mind è partner di primaria importanza per la trasparenza nel valutare quanto impatta l’investimento di riqualificazione energetica sul valore di mercato». Poi, in relazione alla nascita di un mercato secondario dei crediti fiscali, l’esponente dell’associazione bancaria italiana ha rilevato: «E’ una delle principali potenzialità che il sistema che fa leva sul super bonus può determinare».

Il forte interesse verso il superbonus, comunque, è emerso in tutti i componenti della filiera immobiliare, assicurativa e bancaria. Il 110% viene considerato una leva reale e credibile per la ripresa. Con alcune criticità. Tra queste, ha rilevato in particolare Francesca De Sanctis: «Il fatto che l’ecobonus maggiorato non sia utilizzabile per gli immobili collocati nella cosiddetta zona omogenea A; un’area che non interessa solo i centri storici, ma ha un’estensione più vasta e , nel caso di Roma, arriva fino ad Ostia».

Da parte sua, Anna Roscio (Intesa Sanpaolo) ha dichiarato che: «Intesa giudica positiva l’estensione del superbonus per la riqualificazione energetica, oggi previsto per i privati, anche ad alcuni settori. E, tra questi, il comparto alberghiero». Poi, ha sottolineato che un più ampio ricorso al sistema di cessione dei crediti fiscali, «come strumento per sostenere le imprese, stimolare la domanda e dare liquidità – sebbene caratterizzato da una sua complessità normativa e documentale – è un volano per la ripresa». Quindi, sul superbonus ha detto: «Dal 13 agosto, Intesa ha raccolto 9mila richieste da privati e condomini e ha progetti in corso di valutazione per mezzo miliardo. E’ una misura che può cambiare il patrimonio immobiliare del paese».

A fine lavori, Paolo Crisafi (Re Mind) ha osservato: «Solo un dialogo equilibrato e inclusivo tra tutte le parti interessate al rilancio dell’Italia potrà gettare le basi di un innovativo ed efficiente programma di politica economica per le filiere edilizia e immobiliare».

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