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Cedacri passa a Ion Capital. Il software delle banche ceduto per 1,5 miliardi

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere rilevata da Ion capital.
Cedacri è una società di software finanziaria, nata da un consorzio di banche, di cui la maggioranza basate sul territorio come Banca Asti, Credem e Desio. Quattordici istituti possiedono ancora il 73% del capitale. Ma il gruppo che ambisce a diventare una nuova Sia del software bancario e che grazie a Ion potrà espandersi all’estero, è cresciuto negli ultimi tre anni grazie al fondo Fsi, che ha come azionista di riferimento Cdp, e che ha portato capitali e management per investire sulle acquisizioni. Nel gennaio del 2019 Cedacri, guidata da Corrado Sciolla, ha rilevato Oasi (Outsourcing, applicativo e servizi innovativi), piattaforma di Nexi per i servizi di antiriciclaggio, valutata all’epoca 151 milioni di euro. Poco dopo, nel giugno 2019, ha comprato per 150 milioni Cad.it, società specializzata nella regolamentazione e nello scambio di strumenti finanziari italiani ed esteri. Infine, lo scorso maggio Cedacri ha acquisito in outsorcing la gestione della piattaforma di Deutsche Bank. Così il gruppo, che a fine 2017 aveva 300 milioni di ricavi, 40 milioni di mol e 1.500 dipendenti, ha chiuso il 2020 con un fatturato di mezzo miliardo un mol di 100 milioni e un organico di 2.500 persone.
Anche per Fsi, il fondo guidato da Maurizio Tamagnini, Cedacri è importante. Non solo perché in poco più di tre anni Fsi ha quasi triplicato il valore del suo investimento iniziale, ma anche perché questa è la prima dismissione di Fsi (che ha in portafoglio quote di minoranza in Missoni, Lumson, Adler e Kedrion). E c’è chi sostiente che ora Fsi potrebbe anche reinvestire in Cedacri al fianco di Ion. L’acquirente è invece una società basata a Londra, fondata da Andrea Pignataro e nata nel 1998 da una piattaforma di trading sviluppata con risorse e capitali italiani. Ion si è poi trasformata in una sorta di holding specializzata nel fintech, più famosa all’estero che in patria grazie a acquisizioni come Merger Market, Debtwire, Dealogic e Unquote. Ma per Ion quella con Cedracri è la maggior operazione finora fatta, nonché un importante investimento da un miliardo di capitale (oltre mezzo miliardo di debito) sull’Italia.
Dal 2004 ad oggi Pignataro ha condotto 26 acquisizioni per un valore di 10 miliardi di dollari, un successo che lo scorso dicembre gli ha permesso di collocare sul Nasdaq una Spac da mezzo miliardo di dollari.
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