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C’è tensione sui mercati

Avvio di settimana all’insegna delle vendite per le borse europee, che hanno accelerato al ribasso dopo l’apertura di Wall Street. A Milano il Ftse Mib ha ceduto l’1,15% a 18.693 punti. Negative anche Parigi (-1,11%), Londra (-1,05%) e Francoforte (-0,86%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in calo di circa l’1,50%.Sullo sfondo rimane la questione dei rapporti commerciali fra Stati Uniti e Cina, mentre è attesa domani la decisione della Fed sui tassi. Sul fronte macroeconomico l’indice Empire State Manufacturing è sceso in dicembre a 10,9 punti dai 23,3 di novembre, nettamente al di sotto del consenso degli economisti. Nell’Eurozona l’indice dei prezzi al consumo, secondo la lettura definitiva, è salito dell’1,9% su base annua, meno delle previsioni e del dato preliminare.

Lo spread ha chiuso stabile a 269, con il rendimento del decennale italiano sceso al 2,96%. Il governo ha inviato a Bruxelles un nuovo schema della Legge di bilancio che fissa il rapporto deficit-pil al 2,04% con l’obiettivo di evitare la procedura di infrazione. «Sembra che la minaccia rappresentata dall’allargamento dello spread abbia convinto Roma alla resa e ad accettare alla fine una revisione del disavanzo», affermano gli analisti di Natixis.

A Piazza Affari in rosso i bancari: Bper -1,95%, Intesa Sanpaolo -2,04%, Ubi -2,33%, Unicredit -2,39%, Banco Bpm -2,69%, Ifis -4,46%, Carige -6,25%, Mps -1,62%. Lettera anche su Banca Generali (-1,05% a 18,93 euro), nonostante Banca Akros abbia alzato il prezzo obiettivo da 22 a 23,5 euro confermando la raccomandazione accumulate.

Nel settore oil pesante Saipem (-6,55%), seguita da Eni (-1,33%) e Tenaris (-1,32% a 9,86 euro): su quest’ultima Mediobanca Securities ha ridotto il target price da 19,8 a 15,5 euro. In controtendenza Mediaset (+2,05% a 2,59 euro): sempre Mediobanca Securities ha confermato la valutazione outperform e l’obiettivo a 3,5 euro. Nel comparto del lusso Moncler, dopo un’apertura positiva grazie alla promozione a overweight da parte di Morgan Stanley, ha perso l’1,92%, penalizzata dall’allarme utili di Asos (articolo a lato).

Su Aim Italia debutto in gran spolvero per Powersoft (+7,96%), con Banca Finnat che ha avviato la copertura con giudizio buy. Su di giri anche Masi (+8,78%), che ha archiviato l’anno conquistando nuovi riconoscimenti dalle riviste di settore.

Nei cambi, l’euro è terminato a 1,1342 dollari, non lontano dai massimi di seduta. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in ribasso, con il Brent a 59,57 dollari (-71 centesimi) e il Wti sul filo di 50 dollari (-1,20 dollari). Acquisti sull’oro, che saliva di 3 dollari a 1.243.

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